(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) immunitario, infatti, agisce con molta efficienza contro ogni elemento considerato estraneo, proteggendo l’organismo da agenti infettivi e altri invasori. Il rovescio della medaglia è che anche organi, tessuti o cellule trapiantati sono visti come estranei.
"Siamo in grado di somministrare farmaci che sopprimono l'attività immunitaria e rendono meno probabile il rigetto. Purtroppo però questi immunosoppressori lasciano i pazienti più vulnerabili alle infezioni e al cancro", ha spiegato Sonja Schrepfer, autrice senior dello studio.
I ricercatori hanno quindi lavorato sull’attività di 3 geni, modificandoli affinché le staminali pluripotenti indotte potessero essere trapiantate senza problemi di rigetto.
"Questa è la prima volta che qualcuno progetta cellule che possono essere trapiantate universalmente e possono sopravvivere in soggetti immunocompetenti senza provocare una risposta immunitaria", ha detto Deuse.
Grazie alla tecnica Crispr-Cas9, i ricercatori hanno eliminato due geni essenziali per il corretto funzionamento di una famiglia di proteine 'chiave', le Mhc. Le proteine Mhc si trovano sulla superficie di quasi tutte le cellule e presentano segnali molecolari che aiutano il sistema immunitario a distinguere gli intrusi.
I test condotti su modello murino hanno confermato l’efficacia dell’approccio. "La nostra tecnica risolve il problema del rigetto di staminali e di tessuti derivati da queste cellule", conclude Deuse.
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22/05/2019 Andrea Sperelli

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