(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) riesce a prevenire efficacemente le apnee respiratorie”. David Carley e Miodrag Radulovacki, del Center for Sleep and Ventilatory Disorders presso l'University of Illinois (Chicago), hanno sperimentato diverse classi di farmaci su un ceppo di ratti affetto da apnee respiratorie simili a quelle umane. I dati hanno indicato che solo l'antidepressivo migliorava i sintomi dei roditori. Così i ricercatori hanno somministrato mirtazapina (o un placebo) a 12 pazienti (tra i 20-70 anni), un'ora prima che andassero a dormire. Il trattamento e' stato ripetuto per tre volte e, alla fine di ogni settimana, l'andamento del sonno è stato monitorato per tutta la notte. I risultati hanno indicato che il farmaco diminuiva significativamente gli episodi di apnea. Dimezzando la frequenza della difficoltà respiratorie e riducendo del 28% il numero di interruzioni del sonno.
Ora l'efficacia della mirtazapina dovrà essere confermata anche da studi su campioni piu' ampi di pazienti. Se l'esito sarà positivo per coloro che soffrono di apnee notturne sarà finalmente disponibile una cura. L'unica possibilità finora disponibile per alleviare il disturbo consisteva nell'uso di ingombranti macchinari che spingono l'aria attivamente nei polmoni, tutta la notte, tramite mascherine da fissare sul viso. Come si può intuire, un rimedio non solo scomodo ma anche difficile da adottare per periodi prolungati.


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