(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) la molecola non mostravano alcun danno dopo un'esposizione alle radiazioni.
«Le cellule dei topi anziani - spiega David Sinclair, il coordinatore dello studio, sulle pagine di Science - sono diventate indistinguibili da quelle dei topi giovani dopo appena una settimana di trattamento».
Se i risultati venissero confermati sull'uomo, le possibili applicazioni potrebbero essere fondamentali. Ad esempio, la molecola potrebbe essere somministrata ai bambini sottoposti a cicli di chemio per combattere un tumore, al fine di prevenire l'insorgenza precoce di malattie croniche, oppure ai passeggeri e soprattutto al personale di bordo dei voli intercontinentali e agli astronauti, tutte categorie esposte a forti dosi di radiazioni cosmiche.
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24/03/2017 Andrea Sperelli

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