(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) rado il paziente non è consapevole della reale causa dei suoi sintomi che piuttosto riferisce a problemi delle vie respiratorie o a problemi allergici. Il problema è che non è infrequente che l'infezione del dente sia asintomatica e questo rende più difficile la corretta diagnosi di sinusite secondaria di natura odontogena”.
In questi casi gli antibiotici sono inutili se non si rimuove prima il problema dentale che è alla base del disturbo.
Si deve quindi intervenire anche devitalizzando il dente colpito, ovvero eliminando il nervo nella radice del dente rimuovendone la polpa.
Inoltre, la sinusite secondaria può svilupparsi anche a causa di una parodontite molto grave, nei casi in cui si crea una tasca gengivale così profonda che arriva al seno mascellare.
Anche un impianto dentale installato in prossimità del seno e che sviluppa una peri-implantite può dare un’infezione secondaria che può causare la sinusite. Oppure l’estrazione di uno dei denti superiori se esiste comunicazione fra cavità orale e seno mascellare.
"Di frequente - conclude Tomasi - noi dentisti veniamo chiamati a valutare pazienti con i sintomi della sinusite che non hanno trovato giovamento, se non temporaneo, dalle terapie antibiotiche, e a indicare, se il sospetto diagnostico lo suggerisce, una terapia odontoiatrica adeguata. È dunque importante un dialogo tra otorinolaringoiatra e odontoiatra in queste situazioni".

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13/02/2019 Andrea Sperelli

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