(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di combinazione encorafenib e cetuximab cambierà il modo di trattare questi pazienti, con la possibilità di ritardare la progressione della malattia e prolungare le loro vite".
L'approvazione europea, che segue l’opinione positiva del CHMP (Committee for Medicinal Products for Human Use) dell’Agenzia Europea per il farmaco (EMA), si basa sui risultati dello studio di fase 3 BEACON CRC2, il primo e unico studio randomizzato di fase 3 disegnato per valutare una combinazione di terapie target BRAF nel mCRC con mutazione BRAFV600E. “I dati – ha spiegato il prof. Ciardiello - hanno mostrato che encorafenib in combinazione con cetuximab ha significativamente migliorato la sopravvivenza globale in pazienti con tumore del colon-retto metastatico con mutazione BRAFV600E (mediana 9,3 mesi vs 5,9 mesi) e ha ridotto il rischio di morte del 40%, rispetto al braccio di controllo trattato con cetuximab e un regime contenente irinotecan”. Inoltre, la combinazione ha offerto un migliore tasso di risposta obiettiva (ORR) (20% vs 2%; p < 0,0001; mediante valutazione centralizzata in cieco [BICR]), rispetto al braccio di controllo. Encorafenib e cetuximab hanno dimostrato in questo studio un profilo di sicurezza ben tollerato senza tossicità inaspettate. Nello studio BEACON CRC, gli eventi avversi più comuni di ogni grado (> 25%) erano stanchezza, nausea, diarrea, dermatite acneiforme, dolore addominale, perdita di appetito, eruzione cutanea e vomito.
"Ora che questa terapia target è stata approvata in Europa, speriamo di poterla rendere disponibile ai pazienti italiani in tempi rapidi", ha osservato Charles Henri Bodin, Direttore Generale di Pierre Fabre Pharma. "L'approvazione odierna è la testimonianza del nostro impegno a lungo termine per l’avanzamento delle cure per i pazienti che vivono con tumori difficili da trattare e per rendere disponibili terapie di precisione”.
Le mutazioni BRAF si manifestano nell'8-12% dei pazienti con mCRC e la mutazione V600E è la più comune. I pazienti con mCRC che hanno tumori con mutazione BRAFV600E presentano in genere una prognosi sfavorevole, che di conseguenza rappresenta un bisogno medico insoddisfatto. Attualmente, non esistono altre terapie target approvate in Europa per questa indicazione.

Il tumore del colon-retto
Nel mondo, il tumore del colon-retto (CRC) rappresenta il terzo tumore più diffuso negli uomini e il secondo tra le donne, con circa 1,8 milioni di nuove diagnosi nel 2018. A livello globale, nel 2018, circa 881.000 decessi sono stati attribuiti al tumore del colon-retto. In Europa, ogni anno più di 450.000 persone ricevono la diagnosi di CRC e si stima che circa 230.000 moriranno per questa malattia.18 In Italia, nel 2019, le nuove diagnosi di CRC sono state 49.000. Si stima inoltre che mutazioni BRAF si manifestino approssimativamente nell'8-12% dei pazienti con mCRC e rappresentino un fattore di prognosi sfavorevole per questi pazienti. La mutazione V600E è la più frequente tra le mutazioni BRAF e il rischio di mortalità nei pazienti con CRC con mutazione BRAFV600E è più che raddoppiato rispetto a quelli con BRAF wild-type.

Lo studio BEACON CRC
BEACON CRC è uno studio di fase 3, internazionale, randomizzato, in aperto, che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di encorafenib in combinazione con cetuximab, con o senza binimetinib, nei pazienti con mCRC con mutazione BRAFV600E che avevano mostrato progressione di malattia dopo precedente terapia sistemica. BEACON CRC è il primo e unico studio di fase 3 disegnato per valutare una terapia di combinazione target BRAF in pazienti con mCRC con mutazione BRAFV600E. In totale 665 pazienti sono stati randomizzati 1:1:1 a uno dei seguenti bracci di trattamento:

• Encorafenib 300 mg per os una volta al giorno, in combinazione con cetuximab (braccio encorafenib/cetuximab)
• Encorafenib 300 mg per os una volta al giorno, in combinazione con cetuximab e binimetinib
• Irinotecan con cetuximab o FOLFIRI con cetuximab (braccio di controllo)


Il protocollo dello studio è stato emendato per includere un’analisi ad interim degli endpoint, compresa l’ORR. L’endpoint primario di sopravvivenza globale (OS) è dato dal confronto tra il trattamento con encorafenib+binimetinib, in combinazione con cetuximab, e il braccio di controllo. Gli endpoint secondari riguardano l'efficacia (OS) di encorafenib in combinazione con cetuximab, rispetto al braccio di controllo e rispetto a encorafenib+binimetinib in combinazione con cetuximab. Altri endpoint secondari includono la sopravvivenza libera da progressione, la durata della risposta, la sicurezza e la tollerabilità.
Lo studio si è svolto in più di 200 centri clinici in America settentrionale e meridionale, Europa e regione Asia-Pacifico

Encorafenib

Encorafenib è un inibitore della chinasi BRAF, di piccole dimensioni e somministrato per via orale, che agisce inibendo enzimi chiave nella via del segnale MAPK (RAS-RAF-MEK-ERK). L'attivazione inappropriata di proteine in questa via cellulare è stata dimostrata in molti tumori tra cui il melanoma, il tumore del colon-retto e altri.
Il 20 settembre 2018, la Commissione Europea (EC) ha approvato la commercializzazione della combinazione encorafenib e binimetinib per il trattamento di pazienti adulti con melanoma non operabile o metastatico con mutazione BRAFV600. La decisione della EC si applica a tutti i 27 Stati membri della EU, oltre a Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Regno Unito. Encorafenib e binimetinib hanno anche ricevuto approvazioni regolatorie negli Stati Uniti, in Australia, Giappone, Argentina e Svizzera. Il 27 giugno 2018, la combinazione di encorafenib e binimetinib è stata approvata dalla FDA per il trattamento del melanoma non operabile o metastatico con mutazione BRAFV600E oppure BRAFV600K, rilevata con un test approvato dalla FDA. Encorafenib e binimetinib non sono indicati per il trattamento di pazienti con melanoma BRAF wild-type.
L'8 aprile 2020, la FDA ha approvato la combinazione di encorafenib e cetuximab per il trattamento di pazienti adulti con mCRC con una mutazione BRAFV600E, rilevata con un test approvato dalla FDA, dopo precedente terapia. L'uso di encorafenib non è approvato per il trattamento di pazienti con mCRC con BRAF wild-type.

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08/06/2020 Andrea Sperelli

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