(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di ogni paziente. Quelli che dopo l’intervento mostrano un profilo di rischio di recidiva basso, ricavano da un trattamento chemioterapico di 3 mesi gli stessi benefici indotti da quello tradizionale di 6 mesi. Risparmiare 3 mesi di pesanti terapie a una persona in lotta contro il cancro sarebbe davvero fondamentale.
«Ovviamento a questo punto, se misuriamo con parametri precisi e condivisi dalla comunità scientifica che il rischio è relativamente basso, facciamo tre mesi. Con grande sollievo del paziente», sottolinea Labianca.
Chi mostra invece un profilo di rischio più elevato continuerà a sottoporsi a 6 mesi di chemio.
«Quello che dovremo fare - spiega Labianca - è discutere coi malati il da farsi. Dovremo spiegare che tipo di rischio hanno e prospettargli le due soluzioni. Così ci saranno quelli che, a fronte di un rischio relativamente basso, chiederanno un trattamento più corto e quelli che, invece, vorranno andare col cannone e chiederanno sei mesi».


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11/09/2017 Andrea Piccoli

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