(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) o i corticosteroidi, e condizioni organiche come disturbi a carico della tiroide o la sclerosi multipla.
Una volta stabilita la diagnosi di mania, va considerato il ricovero in ospedale e la valutazione di uno psichiatra esperto. Va considerata, inoltre, la possibilità di intenzioni suicide.
Essenziale il concetto di alleanza terapeutica, vale a dire comunicare in maniera chiara e sincera con il paziente e i suoi cari, educandoli riguardo al disturbo e informandoli sui rischi e i benefici dei farmaci prescritti e sulla necessità di continuare il trattamento a lungo termine.
Uno degli obiettivi primari per i sanitari è ridurre quanto possibile le reazioni avverse, modificando se necessario gli schemi terapeutici e le dosi dei farmaci. I medici devono inoltre promuovere presso il paziente stili di vita regolari e salutari, correggendo le abitudini che possono pregiudicare il buon esito del trattamento.
È consigliabile anche l'utilizzo di un diario o di applicazioni per l'automonitoraggio dell'umore, oltre che cercare di insegnare al paziente a riconoscere i sintomi emergenti di disordini maniaco-depressivi.
Il pieno recupero funzionale avviene di solito nel giro di 12 settimane, durante le quali è preferibile astenersi dal lavoro o da altre responsabilità. Le donne incinte vanno informate del rischio di ricadute postpartum e quindi della possibilità di trattamenti preventivi.

Fonte: Journal of Psychopharmacology
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12/09/2016 Andrea Sperelli

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