(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) campioni bioptici prima e dopo la chemioterapia e campioni ematici su un totale di 54 donne colpite da carcinoma sieroso ad alto grado avanzato. Le donne erano state sottoposte a chemioterapia adiuvante con carboplatino prima dell'intervento. I dati sono stati confrontati con quelli di altre donne non sottoposte a chemio.
«Nelle pazienti trattate con la chemioterapia abbiamo osservato l'attivazione di alcuni tipi di cellule T in grado di combattere le cellule tumorali, e la contemporanea riduzione delle cellule T suppressor, più evidente tra coloro che hanno avuto una buona risposta alla chemioterapia» spiegano gli autori.
«Lo studio dimostra che la chemioterapia neoadiuvante altera le cellule immunitarie nei campioni di tumore ovarico, migliorando l'efficacia dell'immunoterapia somministrata dopo carboplatino», spiega Balkwill.

Fonte: Clinical Cancer Research
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05/07/2016 Andrea Sperelli

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