(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) occupa delle basi neurofisiologiche degli stati alterati di coscienza. In quel caso, i ricercatori avevano infatti dimostrato che nella maggioranza dei pazienti in stato vegetativo, quando si perturba il cervello mediante una stimolazione esterna, si ottiene una risposta elettrica semplice, indice appunto di mancanza di interazioni tra le aree cerebrali.
Ma come spiegarsi uno stato cerebrale attivo, reattivo, eppure incapace di sostenere risposte complesse in presenza di stimolazione?
Uno nuovo studio appena pubblicato su Nature Communications risponde a questa domanda, facendo luce su questo apparente paradosso. Il lavoro, condotto Mario Rosanova e Matteo Fecchio, entrambi primi autori ed entrambi ricercatori del gruppo di Marcello Massimini all’Università Statale di Milano, e svolto in collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi, dimostra che l’incapacità del cervello di pazienti in stato vegetativo di sostenere le interazioni complesse che caratterizzano lo stato di piena coscienza, è dovuta alla tendenza patologica dei circuiti corticali a collassare in un breve periodo di silenzio neuronale ogni volta che ricevono un segnale dall’esterno o vengono perturbati.
Questo periodo di silenzio neuronale, innescato proprio dallo stimolo esterno, è chiamato OFF-period e si si osserva anche durante il sonno profondo in soggetti sani, mentre non si manifesta mai durante la veglia fisiologica. Gli OFF-periods bloccano sia le riverberazioni locali, necessarie all’elaborazione di qualunque segnale in ingresso, sia le interazioni complesse tra le aree corticali distanti tra di loro, necessarie perché si generi coscienza. Lo studio suggerisce anche che, viceversa, gli OFF-periods spariscono, consentendo il riemergere di interazioni corticali complesse, in quei pazienti acuti che recuperano coscienza.
“La nostra scoperta – commentano gli autori, Rosanova e Fecchio, - ha rilevanza oltre che per l’avanzamento della nostra comprensione delle alterazioni della coscienza, anche per gli aspetti clinici che coinvolge, poiché mette in relazione eventi locali potenzialmente reversibili come gli OFF-periods con dinamiche cerebrali globali, fondamentali nel determinare la perdita e il recupero di coscienza in seguito a lesioni cerebrali”.
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24/10/2018 Andrea Sperelli

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