(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) utilizzati in agricoltura intensiva, sulla perdita di biodiversità e sulla sopravvivenza di specie fondamentali per la sopravvivenza dell'uomo. Ne sono un esempio lampante le ricorrenti morie, legate proprio all'uso di fitofarmaci, che negli ultimi anni hanno colpito le api in Italia e non solo. Questi fitofarmaci sono tossici anche per l’uomo, in cui l'esposizione cronica è stata associata a patologie metaboliche, endocrine, neurodegenerative e tumorali.
Alcuni pesticidi, comunemente utilizzati in agricoltura, sono infatti noti per essere mutagenici, carcinogenici, interferenti endocrini e modulatori epigenetici.
Il miele è un antico nutraceutico, che deve le sue proprietà alla ricchezza di polifenoli, che variano in base alla varietà floreale da cui deriva. Nello studio oggi presentato, è stato valutato l’effetto protettivo dei polifenoli contenuti nel miele verso il danno indotto al Dna da esposizione a pesticidi.
Nella prima fase, quattro varietà di miele (acacia, castagno, bosco e arancio), sono state caratterizzate per il contenuto e profilo polifenolico e il loro potere antiossidante. Il miele di bosco è risultato il più ricco in polifenoli e con più alto potere antiossidante, pertanto è stato selezionato e testato su un modello cellulare. L’esposizione delle cellule a due pesticidi, comunemente usati in agricoltura convenzionale, clorpirifos e glifosate, induceva la formazione di radicali liberi dell’ossigeno (ROS), riduzione dell’attività di riparazione con conseguente formazione di lesioni al DNA. Si è osservato che l’aggiunta di polifenoli, estratti dal miele, nel sistema cellulare, ha inibito la formazione di ROS, attivato i sistemi di riparazione e riparato il danno al DNA.
Sulla base di questi risultati, l’effetto protettivo del miele è stato studiato in vivo su una popolazione cronicamente esposta a pesticidi, in quanto residente in Val di Non, in prossimità di aree agricole a coltivazione intensiva di mele.
I soggetti arruolati in diversi periodi dell’anno (nulla, bassa e alta esposizione) presentavano elevati livelli di residui urinari di clorpirifos e diminuita attività di riparazione del DNA. Un accumulo di danni al DNA era visibile sia nei periodi di bassa che alta esposizione. La supplementazione dei soggetti con miele di bosco biologico per 10 giorni ha determinato un aumento dell’attività di riparazione con conseguente riduzione del danno. Questo studio dimostra come l’alimentazione, anche in condizioni ambientali sfavorevoli, possa essere di aiuto a contrastare i danni indotti dall’ambiente. Pur con la dovuta attenzione che oggi si pone al contenuto di zuccheri della dieta, per l’implicazione che hanno rispetto all’aumento di diabete e patologie tumorali, questo studio conferma che in quantità adeguate il miele, grazie al suo contenuto polifenolico, è un dolcificante naturale che può avere un effetto salutare maggiore rispetto ad altri zuccheri.
"Siamo soddisfatti di aver sostenuto questa ricerca - dichiara Diego Pagani, Presidente Conapi - poiché rappresenta un'ulteriore prova dell'importanza delle api per la nostra vita e per il nostro pianeta. Non solo perché sono responsabili di almeno 70 delle 100 principali colture agricole e quindi fondamentali per il mantenimento della biodiversità e, di conseguenza, della ricchezza alimentare, ma anche perché il loro prodotto principale, il miele, si conferma essere un elemento davvero eccellente per il nostro benessere".
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16/03/2016 Arturo Bandini

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