(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) portare a un aumento di tono muscolare della zona cervicale con conseguente usura delle sostanze molli. Traumi ripetuti: passare molte ore sullo scooter, praticare sport di contatto possono, a lungo andare, danneggiare la struttura intervertebrale. Ansia e stati d’animo alterati: persone che tendono ad avere una respirazione toracica possono sovraccaricare i muscoli del collo. Disturbi dell’articolazione mandibolare: la zona cervicale è fortemente influenzata dalla “salute” dell’articolazione della mandibola e dalla qualità dell’apertura della bocca; un’alterazione del movimento di questa può portare nel tempo a un sovraccarico funzionale e quindi a un’ernia cervicale.
Quali sono i rimedi per curare le ernie discali cervicali? Tra le nuove frontiere, spiega il Professor Napoli, c’è la terapia con il laser a olmio, che permette di asciugare l'ernia senza ricorrere al bisturi, in day hospital e in anestesia locale, senza creare danno alle strutture del disco o alle vertebre.
Questa terapia che sfrutta onde di luce a laser è destinata a pazienti che soffrono di dolore radicolare che si irradia agli arti superiori, causati dalla pressione della “massa gelatinosa” di acqua di cui è composto il disco intervertebrale che comprime le radici nervose cervicali che irradiano gli arti. La terapia consiste nell'introdurre un ago di dimensioni inferiori al millimetro nel disco intervertebrale causa dell'ernia. All'interno di questo piccolissimo ago, una fibra ottica attivata da una tecnologia laser di nuova generazione (laser a olmio), consente di condurre una “luce pulsata fredda” con temperatura che non supera i 40°C, per eseguire una "colliquazione" della massa gelatinosa (disco intervertebrale) senza bruciare e disidratare la fisiologia del disco. La colliquazione consente di diminuire la pressione all'interno del disco che causava la compressione delle radici nervose.
In parole semplici, la tecnologia a laser freddo “scioglie” in alcuni punti la massa gelatinosa a temperature fisiologiche e consente la decompressione delle radici compresse dall'ernia. La novità tecnologica permette di agire sul disco intervertebrale cervicale con tecnica non invasiva, senza rischi accidentali alle strutture nervose adiacenti al disco. La terapia è rapida e il paziente può riprendere la sua normale attività quotidiana, poche ore dopo il trattamento.


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18/04/2017 Andrea Sperelli

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