(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) nei test delle capacità cognitive a cui venivano sottoposti.
Lisa Berlin, scienziata del Centre for Child and Family Policy della Duke University in North Carolina, sostiene che lo studio evidenzia chiaramente il negativo impatto delle sculacciate e degli schiaffi sullo sviluppo dei bambini.
L'indagine ha tratto le sue conclusioni al netto di altri fattori, pur considerati come variabili: parliamo dei livelli di reddito e istruzione della famiglia, dell'etnia, dell'età e del sesso dei bambini. Nessuno di questi elementi ha mostrato un'influenza significativa sui risultati dello studio.
Un'altra ricerca della Duke University, pubblicata sempre su “Child Development”, ha considerato gli effetti nel tempo delle punizioni corporali ricevute da piccoli, seguendo dei bambini picchiati dai genitori e divenuti adolescenti.
I fanciulli puniti fisicamente fino ai 9 anni, e non oltre quest'età, non mostravano significative differenze rispetto ai loro coetanei che venivano solo sgridati, mentre i ragazzi cresciuti in famiglie in cui schiaffi e castighi corporali continuavano oltre i 9 anni di vita del bambino mostravano una maggiore incidenza di problemi comportamentali.
Per la dott.ssa Jennifer Lansford, coordinatrice di quest'ultima indagine, gli specialisti della salute mentale e gli specialisti che lavorano con le famiglie dovrebbero incoraggiare i genitori dall'astenersi dall'utilizzare la disciplina fisica. Essi dovrebbero anche aiutare i genitori ad elaborare strategie alternative per correggere i loro figli.
A un bambino va sempre spiegato con calma e chiaramente sia dove ha sbagliato sia perchè e come verrà punito. Inoltre può fare più effetto di una sculacciata una frase del tipo “A mamma dispiace molto che tu faccia questo e ti comporti così”: se un figlio vede la mamma o il papà tristi per quel che fa è più facilmente portato a cambiare modo di comportarsi.
Non gridare mai in famiglia: i bambini che sentono urla spesso, sono portati naturalmente ad alzare anch'essi il tono della voce.
Purtroppo non è superfluo dire che i figli devono vedere solo gesti di amore, attenzione e rispetto tra i propri genitori: mai un figlio dovrebbe assistere alla scena del padre che picchia sua madre o, più raramente in verità, viceversa.
Un'altra ricerca scientifica indica che infliggere punizioni corporali, come schiaffi o sculacciate, ai bambini, specie se molto piccoli può causare disturbi del comportamento quando i bambini andranno a scuola. Secondo Eric P. Slade, uno dei ricercatori che ha condotto lo studio presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, quanto scoperto è solo un pezzo del puzzle che rappresenta le conseguenze degli atti di violenza sui bambini.
Gli scienziati hanno studiato 1.966 bimbi da zero a 23 mesi, e poi li hanno osservati nei quattro anni successivi, fino al loro ingresso a scuola. Quindi hanno incrociato i dati sull'educazione un po' troppo 'severa' di mamme e papa' e gli eventuali problemi scolastici e di adattamento dei piccoli. ''Cosi' - spiegano sulla rivista Pediatrics - abbiamo scoperto che a risentire di piu' delle sculacciate sono i bambini bianchi, mentre se a venir picchiati sono piccoli di etnia ispanica o di colore, le conseguenze sono molto piu' rare''.
Una possibile spiegazione di questa differenza può essere il fatto che la sculacciata è più ampiamente accettata fra le persone di certe fasce razziali o etniche, e non è ritenuta un atteggiamento duro, anche se ci sono differenze all’interno dei gruppi e ci possono essere altri fattori che non sono stati considerati.
Importante è anche il contesto familiare in cui si colloca l’atto di violenza verso il bambino. Se in famiglia si respira spesso un’aria di tensione e il bambino è trattato con atteggiamenti rabbiosi, allora lo schiaffo avrà conseguenze peggiori.
Secondo i ricercatori, si può ritenere che lo schiaffo dato ad un’età inferiore ai due anni possa essere più traumatico perché il bambino non è in grado di capire il motivo della punizione, sta ancora sviluppando il senso di sicurezza proveniente dalla presenza dei genitori e si rischia di interferire con tale processo.
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16/09/2009 Marco Messina

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