(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) amminoacido neurotossico che contribuisce allo sviluppo delle placche amiloidi.
In secondo luogo, la colina riduce l'attivazione delle cellule della microglia, responsabili della rimozione dei detriti nel cervello.
L’iperattivazione delle cellule della microglia comporta infiammazione cerebrale e causa morte neuronale.
"Nessuno aveva mai mostrato finora i benefici transgenerazionali dell'integrazione con colina", sottolinea Ramon Velazquez, altro ricercatore dello studio.
"La cosa più eccitante emersa dal nostro studio è stata proprio scoprire i benefici di questo nutriente, la colina, nella prole degli animali trattati", spiega Salvatore Oddo all'Adnkronos Salute. “Dobbiamo ancora indagare. Pensiamo però che la somministrazione in una dose che è 4,5 volte superiore a quella attualmente raccomandata negli Stati Uniti modifichi il Dna in modo permanente. Un cambiamento che viene trasmesso alla prole. Oggi la colina viene consigliata negli Usa alle donne in gravidanza. Si tratta di una sostanza che non è tossica e che potrebbe costituire una strategia interessante per contrastare l'Alzheimer".
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09/01/2019 Andrea Piccoli

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