(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) gonadica può tuttavia verificarsi anche in seguito al trattamento per patologie benigne, ma che richiedono cure aggressive, quali l’endometriosi.
Oggi, grazie al progresso delle tecniche di crioconservazione di ovociti ottenuti mediante stimolazione farmacologia e di tessuto ovarico (nel caso non sia possibile procedere alla stimolazione ovarica), una diagnosi di tumore non è più sinonimo di infertilità. “La sfida della preservazione della fertilità in oncologia è anche una sfida culturale”, afferma Massimo Candiani – Primario di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Raffaele – “gli specialisti coinvolti devono poter collaborare ottimizzando le risorse e creando una rete di comunicazione che garantisca un percorso specifico e personalizzato per ciascuna paziente a seconda dell’età, della patologia e delle cure oncologiche previste”. Aggiunge il Professore: “Il San Raffaele ha accolto tale sfida e proprio in questi giorni aprirà un ambulatorio dedicato al servizio di onco-fertilità all’interno del nostro Dipartimento Materno-Infantile, in una logica di continuum assistenziale e di ricerca traslazionale, propria della nostra struttura.
Lo scopo dell’ambulatorio dedicato alla preservazione della fertilità in oncologia è di permettere alle pazienti affette da neoplasie in età fertile di avere in tempi brevissimi tutte le informazioni e una valutazione completa della possibilità di preservare la propria fertilità in relazione al tipo di neoplasia e di cura proposta dallo specialista oncologo. Sulla base di un’analisi approfondita le pazienti vengono eventualmente indirizzate alle tecniche di crioconservazione che sono di due tipi:
- Crioconservazione di ovociti maturi ottenuti mediante stimolazione farmacologica e prelievo sotto guida ecografica. Gli ovociti recuperati verranno crioconservati secondo tecnica di vitrificazione (congelamento ultrarapido) fino al momento in cui la donna desidererà una gravidanza. Ad oggi, è stata riportata la nascita di più di 200 bambini da ovociti crioconservati (circa la metà in Italia) che non presentano un tasso di malformazioni superiore a quelle dei nati dalle altre tecniche di PMA. L’esperienza dei centri di PMA italiani ha determinato il definitivo riconoscimento di questa tecnica di criobiologia.
- Crioconservazione di tessuto ovarico. Nel caso non sia possibile procedere alla stimolazione ovarica si può prelevare per via laparoscopica un frammento di tessuto ovarico con la possibilità di reimpianto al momento in cui si desideri ottenere una gravidanza. La notizia del primo bambino nato da autotrapianto di tessuto ovarico congelato risale al 2004.
Conclude il Prof. Candiani: “Il San Raffaele è tra le pochissime realtà italiane in grado di percorrere questa sfida. Le pazienti infatti possono contare sulla sinergia dei medici afferenti ai diversi reparti che prendono in cura la donna in questo lungo percorso: Oncologia, Ostetricia, Chirurgia ginecologica, il Centro di Scienze della Natalità, Psicologia”. L’ambulatorio sarà attivo ogni lunedì dalle ore 14.30 alle ore 16.00. Per prenotazioni telefonare al numero: 02-26432202.

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09/05/2011

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