(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) rischio di esserlo anche da adulto. Ma non solo: aumentando i fattori di rischio di malattie gravi, il bambino ha maggiori probabilità di ammalarsi di ipertensione, diabete e dislipidemia da adulto.
Per questo motivo, è fondamentale fare attenzione alla qualità degli alimenti, tenendo sotto controllo le quantità e le modalità di cottura dei cibi.
“Una sana alimentazione – ha dichiarato la Dott.ssa Elvira Verduci, pediatra Ricercatrice presso la Clinica Pediatrica Ospedale San Paolo di Milano e componente SIPPS - significa prima di tutto fare attenzione alla qualità degli alimenti e alla quantità di cibo assunto, che deve essere commisurata al fabbisogno per età e sesso. Anche la combinazione e la preparazione dei cibi (modalità di cottura) hanno la loro importanza: preferire la cottura al vapore e limitare le fritture. Nell’alimentazione dei bambini non devono mai mancare pane e pasta, meglio se integrali, frutta e verdura, legumi, pesce e carne. Va limitato, invece, il consumo di zuccheri ad alto indice glicemico, come dolci, riso bianco, succhi di frutta, bevande zuccherate. Sono da evitare merendine confezionate nutrizionalmente non corrette, snack salati e patatine fritte”.
Una corretta alimentazione, secondo la dottoressa Verduci, si basa su una adeguata ripartizione degli alimenti:

· più volte al giorno: cereali (Pasta o riso sia a pranzo che a cena, pane a prima colazione, pranzo e cena)

· non meno di 2 volte al giorno: verdura e frutta

· 4 volte alla settimana: pesce

· 4 volte alla settimana: legumi

· non più di 4 volte alla settimana:carne e derivati

· 1 volta alla settimana: formaggi

· 1 volta alla settimana: uova

Ecco alcuni consigli per una corretta alimentazione dei bambini:

· aumentare l’apporto di cereali, anche integrali (fibre e zuccheri a basso indice glicemico);

· cucinare la pasta cotta al dente;

· limitare gli zuccheri ad elevato indice glicemico (riso, dolci, succhi di frutta, frullati): la loro assunzione, infatti, non dà sazietà e provoca un brusco innalzamento della glicemia ed un aumento dell’insulina nell’organismo. Quando viene secreta un’eccessiva quantità di insulina, la glicemia si abbassa troppo e il cervello invia all'organismo gli stimoli della fame;

· consumare più verdura, frutta, legumi;

· ridurre dell’apporto di grassi e proteine di origine animale: in particolare limitare il consumo di formaggio, carne, salumi;

· aumentare il consumo di pesce, anche surgelato.

Un prezioso consiglio a “costo-zero” e rivolto alle neo-mamme è favorire il più possibile l’allattamento al seno. L’allattamento materno, infatti, riduce il rischio di obesità in età scolare del 16-18%, rispetto all’alimentazione artificiale. In mancanza di latte materno, ricorrere a latte formulato ad apporto proteico ridotto e introdurre il latte vaccino dopo l’anno, o ancora meglio dopo il secondo anno d’età.
Infine, è importante ricordare che la prevenzione di sovrappeso e obesità passa innanzitutto attraverso abitudini nutrizionali adeguate, ma che un ruolo fondamentale lo giocano la riduzione della sedentarietà e la promozione di una vita attiva.
Fin dai primi mesi di vita, quindi è fondamentale stimolare il bambino al movimento e al gioco, riducendo, quando diventa più grande, le ore trascorse davanti alla televisione e al computer e favorendo le attività all’aria aperta, anche nei mesi invernali.
La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), con Presidente Giuseppe Di Mauro, ha ottenuto il Patrocinio del Ministero della Salute per le Campagne di prevenzione primaria dell’obesità infantile, svolte in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria (SIP), per i progetti “Mi Voglio bene” e “Network GPS Genitori Pediatri Scuola”. Due progetti congiunti i cui obiettivi principali sono: sostenere l’educazione a una sana alimentazione e a corretti stili di vita sin dalla prima età per prevenire sovrappeso, obesità e comportamenti a rischio; promuovere interventi congiunti di educazione alla salute rivolti alla famiglia, ai bambini e agli adolescenti; sensibilizzare i genitori, attraverso la figura del pediatra, a mettere in atto azioni concrete dalla nascita fino all’età adulta.
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24/01/2013 Andrea Sperelli

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