(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) primo esame o a uno successivo) – dice Marco Zappa, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Screening, al Corriere della Sera -. Oggi il 70 per cento delle donne italiane dopo i 50 anni riceve un invito per sottoporsi allo screening mammografico contro il tumore al seno, meno di una su sei però coglie l’occasione che può salvare loro la vita”.
Altri studi hanno evidenziato vantaggi evidenti anche per le donne fra i 70 e i 74 anni, mentre per quelle entro i 40 anni i benefici sembrano più limitati. In ogni caso, gli esperti sembrano concordare sulla necessità di elaborare programmi di prevenzione “su misura”, che tengano cioè conto dei vari fattori di rischio che ogni donna presenta e della forma anatomica del seno.
“In Italia quello che si sta studiando è se a seconda della densità del seno in età giovanile si possono pensare intervalli di screening diversi: ad esempio una mammografia annuale per i seni densi e ogni due anni per quelli chiari - aggiunge Zappa - . Al momento attuale suggerirei alle 40enni che, soppesati vantaggi e svantaggi (ovvero rischio di sovradiagnosi e “accumulo”, seppur limitato, di radiazioni) vogliono comunque sottoporsi a un test di controllo, un esame mammografico all’anno, eseguito però in centri dove si diagnosticano e si trattano molti casi di tumore ogni anno”.
La ricerca mostra comunque la grande efficacia della mammografia, che per 9 donne su 10 affette da tumore significa una diagnosi precoce e quindi la salvezza. Tuttavia, i ricercatori cercano anche strade alternative, allo scopo di mettere a punto analisi ancora più efficaci e meno invasive. Un esempio è la tomosintesi digitale, un nuovo sistema di imaging tridimensionale del seno che migliora l’accuratezza dell’esame perché consente allo specialista di osservare meglio attraverso i tessuti mammari più densi, quali ad esempio quelli delle donne più giovani.
Un’altra possibilità è la risonanza magnetica della mammella per l’identificazione dei carcinomi nelle donne giovani ad alto rischio genetico, anche se sono necessari ulteriori studi che ne confermino appieno l’efficacia diagnostica.
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21/07/2015 Andrea Sperelli

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