(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) 15-20% dei bypass sono occlusi già nel primo anno dall’operazione e più del 50% sono occlusi nell’arco di 10 anni. Questo rappresenta un importante problema oltre che umano anche sanitario ed economico, considerando che almeno dieci milioni di pazienti sono operati di bypass in tale periodo.
2) l’intervento di bypass si è dimostrato poco efficace nei pazienti con coronarie di piccolo calibro poiché ha un’alta mortalità operatoria, un’alta incidenza d’infarti perioperatori ed un’alta percentuale di occlusione dei graft già nelle prime settimane dall’intervento.
Con coronarie del calibro di 1mm, la percentuale d’occlusione è così alta che i pazienti sono ritenuti non operabili e destinati al trapianto cardiaco. Le donne e gli uomini di bassa statura hanno la maggiore incidenza di coronarie di piccolo calibro. La causa principale dell’occlusione è dovuta alla riduzione del calibro dell’arteria coronaria in corrispondenza della sutura tra condotto venoso e coronaria. Maggiore è la quantità di parete coronarica coinvolta nella sutura, maggiore è il grado di stenosi provocato Le coronarie di piccolo calibro hanno un diametro non sufficiente per il confezionamento di un bypass, senza che si determini un restringimento critico del loro calibro.
E' stata messa a punto dal Prof. Salvatore Spagnolo una nuova sutura vascolare, definita “Microchirurgia liminare”, che permette d’incollare una sull’altra le due pareti da suturare, senza causare alcuna riduzione del calibro della coronaria. Magnificando di sei volte il campo visivo ed utilizzando un filo sottilissimo, si realizza una sutura che coinvolge solo il 10-20% della parete coronarica utilizzata abitualmente. I numerosi punti di sutura sono il collante che unisce le due pareti vascolari e ne assicura un’efficace tenuta sia immediata sia a distanza. La Microchirurgia liminare apre nuove prospettive terapeutiche per i pazienti con coronarie di piccolo calibro, attualmente giudicati non operabili e, più in generale, elimina la causa principale d’occlusione dei bypass rappresentata dalle stenosi coronariche in sede di sutura.
Emblematica la storia di tre pazienti:
A)Una signora dell’età di 65 anni operata in Italia di triplice bypass. Dopo alcuni mesi dall’intervento la paziente ha avuto ripresa d’angina ed al controllo coronarografico, tutti i bypass erano occlusi. Per la presenza di coronarie piccole, la paziente fu giudicata non operabile in Italia. Lo stesso giudizio di inoperabilità fu espresso da un noto Centro di Cardiochirurgia del Nord America. Applicando la nuova tecnica, la paziente fu dal Professore operata di quadruplice bypass. Al controllo coronarografico a distanza di due anni, i bypass sono risultati pervi e la paziente gode di una buona qualità di vita.
B) Un paziente sottoposto in Francia ad intervento di bypass; all’atto operatorio fu praticato un intervento parziale perché le coronarie furono giudicate non aggredibili per il calibro piccolo. Il paziente ebbe scarso beneficio dall’operazione e costretto ad una vita di riposo. Due anni fa il paziente fu operato dal Professore, con la nuova tecnica, di quadruplice bypass. Attualmente il paziente svolge una normale attività lavorativa.
C) Un paziente operato di triplice bypass, per ricomparsa di dolori precordiali, a distanza di un anno, fu sottoposto ad esame coronarografico che mostrò l’occlusione dei graft. Per la presenza di coronarie piccole, non fu posta indicazione chirurgica e il paziente fu costretto ad una vita d’assoluto riposo con ripetuti ricoveri in unità coronarica nell’attesa di trapianto cardiaco. Un anno fa, il paziente fu operato di triplice bypass con buon risultato e recupero di una normale attività.



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