(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) o maggiore intensità della marcatura deriverà la diagnosi. Di fatto quindi la diagnosi si basa su un'opinione del patologo: c'è perciò un margine d'incertezza assai negativo, perché nessun medico vuole mancare una diagnosi di melanoma, ma neppure comunicare a qualcuno che è malato di una patologia così grave quando non fosse così”, spiega il coordinatore dello studio sul nuovo test Jonathan Zippin.
La presenza dell'adenilil-ciclasi toglierebbe ogni dubbio, evidenziando la malignità delle cellule positive. Si usa quindi un anticorpo monoclonale diretto contro l'adenilil-ciclasi, un enzima che risponde alle variazioni di pH o del metabolismo cellulare regolando l'espressione genica e la crescita cellulare: “si tratta di una molecola espressa in tutti i tessuti dell'organismo, correlata a processi coinvolti nello sviluppo dei tumori. Questo significa che 'marcare' questo enzima potrebbe rivelarsi utile anche per riconoscere altri tipi di tumore”, fa notare Zippin.
Il test sembra valido soprattutto perché oltre a determinare la presenza del tumore, ne delimita anche lo sviluppo con estrema precisione: “il test dell'adenilil-ciclasi riesce a determinare con sicurezza i margini del tumore, riconoscendo con chiarezza le cellule benigne dalle maligne. Questo potrà rivelarsi di estrema utilità quando si deve eliminare un tumore in un'area esposta e si vuole essere più conservativi possibile”, conclude Zippin.
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22/02/2012 Andrea Piccoli

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