(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) e molto fastidioso con cui si preleva un pezzettino di tessuto intestinale in modo da valutarne i danni: se i villi intestinali sono atrofici è praticamente certa la diagnosi di celiachia''.
La novità introdotta dal ministero è stata recepita dalle linee guida della European Society of Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition.
Marco Silano, uno degli esperti che hanno redatto le linee guida, commenta: “Questo nuovo approccio rapido, sicuro e meno invasivo semplifica la diagnosi e rende meno traumatico l'iter diagnostico per i bambini, agevolando l'individuazione della malattia e consentendo di ridurre le diagnosi errate''.
Intanto, un nuovo test potrebbe accorciare i tempi per la diagnosi della celiachia anche per gli adulti. Lo hanno studiato i ricercatori dell'Istituto Gaslini di Genova in collaborazione con i colleghi dell'Università di Verona, che hanno messo a punto un esame da eseguire su quei pazienti geneticamente predisposti allo sviluppo della patologia.
Il test si basa sulla proteina VP7, che stimola la produzione di anticorpi specifici in seguito all'infezione da Rotavirus. Gli anticorpi vengono prodotti solamente nelle persone che soffrono di celiachia, un discrimine chiarissimo per evidenziare o meno la presenza dell'intolleranza alimentare, che dà peraltro un risultato molto più veloce rispetto ai normali esami quali la rilevazione della transglutaminasi.
Il test è frutto del lavoro di Antonio Puccetti, ricercatore presso il Gaslini di Genova, e di Claudio Lunardi e Giovanna Zanoni dell'Università di Verona, che hanno pubblicato i risultati sulla rivista Immunologic Research.
I ricercatori italiani sono giunti alla scoperta sulla base di una precedente ricerca che associava l'infezione da Rotavirus alla celiachia. “Durante lo studio, solo i bambini che si ammalavano di celiachia presentavano anticorpi diretti contro la proteina Vp7 del rotavirus - spiega Puccetti al Corriere della Sera -. Abbiamo osservato che gli anticorpi anti-Vp7 comparivano diverso tempo prima dell’esordio della malattia e prima degli anticorpi anti-transglutaminasi che vengono utilizzati per la diagnosi della celiachia. Abbiamo quindi messo a punto un test semplice e di facile esecuzione per prevedere l’insorgenza della malattia celiaca nei soggetti geneticamente predisposti. Il test realizzato al Gaslini si può eseguire con una semplice analisi del sangue, al momento è disponibile solo presso il nostro laboratorio di ricerca, ma potrebbe diventare in tempi brevi un kit diagnostico commerciale. Il test infatti è stato messo a punto in un formato che è facilmente adattabile anche a scopi commerciali”.
La celiachia è caratterizzata da un’infiammazione del piccolo intestino dovuta all’assunzione di glutine attraverso la dieta. Il glutine è contenuto in molti cereali e l’unica terapia consiste in una dieta priva di cereali per tutta la vita. Si tratta di una malattia molto frequente: colpisce 1 persona ogni 100/150 circa in Nord America ed Europa, e soprattutto bambini che presentano un assetto genetico particolare, ma può manifestarsi anche in età adulta con sintomi molto diversi e talora sfumati.
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09/11/2015 Andrea Piccoli

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