(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) in più occasioni, ma per la prima volta una ricerca congiunta delle Università della California e delle Hawaii pubblicata sul British Journal of Dermatology cerca di spiegare le ragioni scientifiche alla base del collegamento.
La più esauriente conferma epidemiologica prende spunto dallo stesso database utilizzato dalla prima ricerca. L'analisi ha mostrato una maggior propensione alla malattia nelle donne che fumavano, segnalando peraltro l'aumento del rischio proporzionale con il numero crescente di sigarette consumate.
“Il rischio tornava quello di chi non aveva mai fumato solo vent’anni dopo l’ultima sigaretta”, spiega April W. Armstrong, una delle autrici dell’articolo, “ma risultava aumentato anche in chi era esposto soltanto al fumo passivo”.
Ma in che modo il fumo può influire sulla probabilità di sviluppare la psoriasi? La chiave di volta sembrano essere i radicali liberi: “ogni volta che si aspira una boccata, si introducono milioni di miliardi di queste molecole”, precisa la dott.ssa Armstrong. I radicali liberi avvierebbero una serie di effetti a catena imputati della genesi della patologia cutanea così come avviene, tramite altri meccanismi, con l'aterosclerosi. “E in effetti - prosegue Armstrong - nella pelle di questi pazienti si trovano livelli superiori alla norma di radicali liberi e viceversa inferiori alla media di antiossidanti”.
Anche nel caso in cui il fumo non ne fosse la causa scatenante, i processi che stimolano l'infiammazione cronica possono essere rafforzati dal consumo di nicotina e da altre sostanze presenti nelle sigarette.
Potrebbe anche esserci una spiegazione di tipo genetico, come suggerisce la ricercatrice americana: “è noto da tempo che tra le cause della psoriasi c’è una forte componente genetica. È stata anche identificata la zona del cromosoma 6 più spesso coinvolta nella genesi della patologia. Il legame tra i due fattori deve ancora essere approfondito, ma alcune ricerche suggeriscono che il fumo possa modificare l’espressione di questi geni, e che l’effetto deleterio del fumo possa essere più marcato nei portatori di determinate varianti”.
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21/03/2012 Andrea Piccoli

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