(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) cui hanno preso parte ricercatori dell’Università di Parma è stato pubblicato sul Journal of Neuroscience.
La melatonina è normalmente prodotta dalla ghiandola pineale che è situata nel cervello. Da molti studiosi è considerata un potente antiossidante, che è in grado di combattere l’invecchiamento, proteggere dalle malattie cardiovascolari mantenendo la pressione arteriosa a dei livelli normali, rallentare alcune malattie degenerative, rafforzare il sistema immunitario, abbassare il colesterolo. La melatonina è stata scoperta nel 1958, è considerata l’ormone del buio, infatti, è prodotta solo nelle ore dell’oscurità, ma con il passare degli anni la nostra ghiandola pineale ne produce di meno. E’ allora il caso di renderla attiva in modo naturale. Diversi studi hanno dimostrato che è un potente antiossidante, di molte volte superiore alla vitamina C ed E. Il professor Giulio Bellipanni, assieme al professor Walter Pierpaoli considerato il “padre” della melatonina, ha pubblicato nel 2001 uno studio su Experimental Gerontology. Lo studio ha preso in esame 72 donne tra i 42 e i 60 anni alle quali è stata somministrata per sei mesi una dose di melatonina (3 mg) ogni giorno. I risultati? La melatonina ha determinato un aumento degli ormoni tiroidei e un generale miglioramento dello stato depressivo. In pratica un valido aiuto contro la menopausa. «Quando abbiamo compiuto la ricerca presso la Clinica Madonna delle Grazie di Velletri», dice il professor Bellipanni, responsabile del reparto di chirurgia generale, “Abbiamo costatato che nelle pazienti si erano ripristinate le condizioni ormonali antecedenti alla menopausa”. “Questo studio è l’ennesima conferma che la melatonina è il ri-equilibratore più potente dell’organismo umano, in grado di controllare tutti i principali sistemi di regolazione ormonale.” “E’ in grado non soltanto di rallentare l’invecchiamento, ma in alcuni casi di invertirlo”. “Un vero ormone della giovinezza”.
Nella rivista Hypertension è stato pubblicato un recente lavoro clinico che ha dimostrato come la somministrazione notturna di melatonina riduce la pressione arteriosa nei soggetti ipertesi, questo riscontro sembrerebbe in accordo con i dati riportati anche dalla ricerca sul nuovo composto infatti attraverso la sua attività stimolatrice della melatonina ha prodotto nei soggetti trattati un abbassamento della pressione arteriosa, a conferma di quanto già era stato scritto in precedenza.
Leggi altre informazioni
16/12/2011 dr.ssa Anna Saito

Condividi la notizia su Facebookcondividi su Facebook

Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Forum Partecipa!

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante