(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) rispetto al gruppo di controllo (36,4% contro il 60,3%). «I medici erano meno inclini a fare una biopsia su pazienti che presentavano un punteggio phi basso», sottolinea White.
I soggetti avevano tutti almeno 50 anni ed erano stati sottoposti a esami rettali digitali, i cui risultati non davano adito a sospetti. I valori di Psa andavano da 4 a 10 ng/mL, un intervallo che comporta solo il 30-35% di probabilità di biopsia positiva. Ne consegue che il restante 65-70% degli uomini sottoposti a test del Psa con un risultato che si trova in quell’intervallo viene inviato a una biopsia non necessaria. Oltre al fastidio e ai costi per l’intervento, sono da valutare anche le possibili complicanze, in primis infezioni.
Nel 28,3% dei casi, inoltre, il medico ha dichiarato che conoscere il punteggio phi ha aiutato ad alleviare l'ansia del paziente.
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12/01/2018 Andrea Sperelli

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