(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) Molecolare) diretta da Giovanna Damia, col contributo di finanziamenti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC).
Si tratta di un bell’esempio di ricerca translazionale grazie alla collaborazione tra ricercatori preclinici e clinici.
“Questi sono attualmente i nostri pazienti - spiegano con soddisfazione Raffaella Giavazzi e Giovanna Damia -. La possibilità che questi tumori umani siano trapiantabili in altri topi ci permette di continuare a studiare quel particolare tumore anche dopo la terapia e perciò stabilire in seguito altri tipi di trattamento. Si aprono, in tal modo, nuove prospettive per migliorare il trattamento del tumore ovarico”.
“Altri ricercatori – concludono le due ricercatrici dell’Istituto Mario Negri - hanno usato modelli di questo tipo per altri tipi di tumore per esplorare le diversità del cancro e studiare nuove terapie. Il nostro è uno dei pochi studi che è riuscito a collezionare così tanti modelli di carcinoma ovarico e studiarli da un punto di vista molecolare, istologico e farmacologico confrontandoli col tumore della paziente da cui originano”.
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27/10/2014 Andrea Sperelli

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