(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) abbiamo analizzato informazioni provenienti da banche dati del National Institute of Health di campioni ottenuti da pazienti affetti da adenocarcinoma polmonare e utilizzato cellule e modelli sperimentali con cui simulare aspetti della malattia. Questo ci ha permesso di identificare le cellule Natural Killer come sentinelle essenziali nei confronti dei tumori polmonari e di associare i livelli di espressione di CCRL2 con l’aggressività della crescita tumorale. In particolare abbiamo potuto evidenziare che nei tessuti tumorali il cancro tende a inattivare la trascrizione di questo gene, con il risultato di ostacolare le risposte immunitarie dell’ospite dirette a contrastare la crescita tumorale – spiega Silvano Sozzani, docente dell’Università degli Studi di Brescia, e principale autore dell’articolo. Lo studio è stato condotto insieme ad Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. “I risultati che abbiamo raggiunto dimostrano che questa proteina riveste un ruolo cruciale nel modellare una risposta immunitaria contro il tumore polmonare. Per questa funzione, CCRL2 si candida a essere un nuovo marcatore prognostico del tumore”.
Questi studi sostengono l’ipotesi che CCRL2 abbia un ruolo importante nelle risposte immunitarie protettive antitumorali e aprono la strada a future ricerche che mirino a comprendere se CCRL2 possa rappresentare un nuovo marcatore prognostico tumorale.
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11/10/2019 Andrea Sperelli

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