(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) il numero crescente di pazienti affetti da sclerosi multipla che sono alla ricerca degli interventi, questi cinque casi rappresentano l'inizio di un'ondata di complicazioni per le quali non esistono linee guida di cura standardizzate. La nostra esperienza e quella dei nostri colleghi saranno utilizzate per sviluppare linee guida e strategie per monitorare e gestire questi pazienti, il cui numero aumenta”.
È abbastanza chiaro l'intento degli autori di creare allarmismo attorno a questi interventi basandosi solo su cinque casi tra l'altro non ben documentati e dimenticandosi di dire che il prof. Zamboni dell'Università di Ferrara, scopritore della CCSVI, ha invece sempre sconsigliato l'utilizzo degli stent nelle vene giugulari proprio per evitare possibili complicazioni.
Stupisce inoltre che i medici canadesi non abbiano effettuato alcuna analisi sui risultati derivanti dai trattamenti di angioplastica onde valutare eventuali miglioramenti ottenuti dai pazienti. Visto che nella ricerca scientifica contano solo i numeri con le relative pubblicazioni e non le testimonianze aneddotiche va ricordato che solo nell'ultimo anno sono usciti tre nuovi corposi studi sulla sicurezza dell'angioplastica nei pazienti con sclerosi multipla. Nel dicembre 2010 un team polacco guidato dal Dr. Marian Simka ha pubblicato sulla rivista "Phlebology" lo studio intitolato "trattamento endovascolare dell'insufficienza venosa cronica cerebro spinale: la procedura è sicura?" dove sono stati analizzati ben 584 pazienti trattati. Al termine dello studio gli autori hanno concluso che "le procedure sembra essere sicura e ben tollerata dai pazienti".
Successivamente nel marzo 2011 il team americano guidato dal Dr. Kenneth Mandato (Albany, NY) ha pubblicato sulla rivista "Journal of Vascular and Interventional Radiology" lo studio intitolato "sicurezza del trattamento ambulatoriale endovascolare delle vene giugulari interne e azygos per l'insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) nella sclerosi multipla: un'analisi retrospettiva". Al termine dello studio, che ha riguardato 231 pazienti, gli autori hanno concluso che "il trattamento endovascolare della CCSVI nei pazienti con sclerosi multipla è una procedura sicura se eseguita su base ambulatoriale".
Nel giugno 2011 è stato pubblicato un terzo studio sulla rivista "Journal of Endovascular Therapy" dal team bulgaro del Dr. Ivo Petrov intitolato ''Profilo di sicurezza del trattamento endovascolare per insufficienza venosa cronica cerebro spinale nei pazienti con sclerosi multipla". In questo caso gli autori dello studio hanno analizzato 461 pazienti concludendo che "la terapia endovascolare sembra essere un metodo sicuro ed affidabile per il trattamento della CCSVI". Stranamente questi tre ultimi studi che hanno analizzato complessivamente oltre un migliaio di pazienti non hanno avuto grande risalto sulla stampa al contrario dell'ultima pubblicazione canadese che riguardava solo cinque pazienti. Il dibattito scientifico comunque continua su un tema molto controverso che forse cambierà radicalmente le conoscenze degli specialisti sulla sclerosi multipla.

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19/09/2011 Alessandro Rasman

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