(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) nell’insonnia è associata a una riduzione dei sintomi anche nei soggetti con malattie coesistenti.
“Alla valutazione post-trattamento circa il doppio dei pazienti sottoposti a terapia cognitivo-comportamentale rispetto ai controlli erano in remissione per l'insonnia”, spiega Ong. Secondo i risultati, la terapia cognitivo-comportamentale ha mostrato effetti positivi anche sulla patologia coesistente, presentando in ogni caso un miglioramento più evidente nei soggetti affetti da disturbi psichiatrici.
“Questi risultati forniscono un sostegno empirico alla raccomandazione di usare la terapia cognitivo-comportamentale come il trattamento di scelta per l'insonnia e la comorbilità associata”, concludono gli autori.
Michael Grandner, docente dell’Università della Pennsylvania di Philadelphia, scrive in un editoriale di commento: “questa metanalisi dimostra che la terapia cognitivo-comportamentale è un trattamento efficace per l'insonnia, anche nel contesto potenzialmente confondente delle condizioni mediche e psichiatriche associate. Sono comunque necessarie ulteriori ricerche per capire meglio diversi punti ancora da approfondire, tra cui la risposta specifica delle diverse comorbilità alla terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia e il ruolo del trattamento dei disturbi del sonno con tale terapia in altre patologie croniche come l'obesità e le malattie cardiometaboliche”.

Fonte: Jama Internal Medicine

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27/07/2015 Andrea Sperelli

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