(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) ambiti: dalla salute umana alla produttività agricola», spiega il coautore dell'articolo, John O'Neill.
Ma il cioccolato sembra celare una fonte inesauribile di effetti positivi per l'organismo. Una ricerca condotta dagli studiosi del Top Institute Food and Nutrition e della Wageningen University afferma che il cioccolato fondente è un vero toccasana per il sistema cardiovascolare.
Secondo lo studio pubblicato su FASEB Journal, infatti, il cacao avrebbe come effetto il ripristino della flessibilità delle arterie e aiuterebbe i globuli bianchi a non aderire alle pareti dei vasi sanguigni. Si tratta di due eventi collegati all'insorgenza dell'aterosclerosi, noto fattore di rischio dei problemi cardiovascolari.
Il dott. Diederik Esser e i suoi colleghi hanno analizzato gli effetti del cioccolato fondente su 44 uomini di mezza età in sovrappeso per due periodi di quattro settimane. I partecipanti dovevano consumare 70 grammi di cioccolato ogni giorno. I ricercatori hanno offetto ai volontari due tipi di cioccolato fondente, il primo dei quali arricchito da un alto contenuto di flavanoli e il secondo normale. In entrambi i tipi, però, il contenuto di cacao era simile. Prima e dopo i due periodi di assunzione, i ricercatori hanno effettuato dei controlli.
L'aumento della concentrazione di flavanoli non ha evidenziato un miglioramento dei livelli controllati. Tuttavia, il cioccolato aveva subito una modificazione del gusto che lo rendeva meno appetibile rispetto a quello normale, che in ogni caso esercitava il suo effetto benefico.
“Questo studio fornisce nuove intuizioni su come il cioccolato influisce sulla salute endoteliale dimostrando che il consumo di cioccolato, oltre a migliorare la funzione vascolare, riduce anche la capacità di adesione dei leucociti nella circolazione”, spiegano i ricercatori.
Un'altra ricerca del prestigioso Karolinska Institutet di Stoccolma ha sottolineato la capacità del cioccolato fondente di proteggere le donne dal rischio di ictus.
Lo studio, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, ha coinvolto 33 mila donne fra i 49 e gli 83 anni seguite per 10 anni. Incrociando i dati sul consumo di cioccolato e i casi di ictus, i ricercatori hanno stabilito che vi era un rapporto di proporzionalità inversa tra consumo di cioccolato e incidenza della patologia. La chiave starebbe nei celebri flavonoidi, gli antiossidanti che ostacolano i radicali liberi.
Un'altra ricerca ha coinvolto circa 50 mila persone, dimostrando che gli appassionati di cioccolato hanno il 22 per cento di probabilità in meno di subire un ictus.
Lo studio è a firma di un'équipe di ricercatori canadesi dell'Università di Toronto ed è stato illustrato nei dettagli nell'ambito del convegno annuale dell'Accademia Americana di Neurologia che si è svolto appunto in Canada.
Un terzo studio ha avuto risultati ancora più incoraggianti per gli amanti del cioccolato: su più di 1.000 persone che ne avevano mangiato 50 grammi una volta a settimana, quasi la metà, il 46 per cento, mostrava una propensione inferiore all'ictus rispetto alle persone a cui il cioccolato non piace.
Come detto, i principali “indiziati” per spiegare questo effetto positivo sull'organismo sono i flavonoidi, potenti antiossidanti naturali. La coordinatrice dello studio, Sarah Sahib, si mostra tuttavia prudente: “è necessaria più ricerca per determinare se il cioccolato abbassi veramente rischio di ictus o se le persone sane siano semplicemente più propense a mangiare cioccolato rispetto alle altre”.
Un altro studio, stavolta tutto italiano, si è concentrato sulle proprietà del cioccolato nella prevenzione delle malattie cardiovascolari in genere. Secondo la ricerca, 6,7 grammi di cioccolato al giorno rappresentano la quantità ideale per garantirci protezione contro le infiammazioni e le malattie cardiovascolari che ne derivano.
Un effetto nuovo, dimostrato per la prima volta in uno studio di popolazione dai Laboratori di Ricerca dell’Università Cattolica di Campobasso, in collaborazione con l’Istituto dei Tumori di Milano. La scoperta, pubblicata sulla rivista specializzata “Journal of Nutrition”, organo ufficiale della Società Americana di Nutrizione, viene da uno dei più grandi studi epidemiologici mai condotti in Europa, il Progetto Moli-sani, che ha coinvolto finora oltre 20.000 abitanti del Molise. Studiando i partecipanti allo studio, i ricercatori hanno puntato la loro attenzione sui complessi meccanismi dell’infiammazione. È noto come uno stato infiammatorio cronico sia un fattore che può metterci a rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare, dall’infarto cardiaco all’ictus cerebrale, per citare le principali.
Il controllo dell’infiammazione è così entrato prepotentemente sulla scena della prevenzione, e uno degli indicatori più promettenti (un “marker”) è la Proteina C reattiva, individuabile con una semplice analisi del sangue.
Il team di ricercatori molisani e milanesi ha messo a confronto i valori di questa proteina presenti nel sangue delle persone esaminate con le quantità di cioccolato che queste mangiavano abitualmente. Su circa 11.000 soggetti, ne sono stati identificati 4.849, tutti in buona salute e senza fattori di rischio (quindi con colesterolo, pressione arteriosa ed altri parametri normali). Di questi, 1.317 non consumavano alcun tipo di cioccolato, mentre 824 ne consumavano regolarmente, ma solo quello fondente.
“Siamo partiti dall’ipotesi – dice la dott.ssa Romina Di Giuseppe, principale autrice della ricerca – che l’elevato contenuto in antiossidanti dei semi di cacao, in particolare flavonoidi e altri polifenoli, potesse avere un effetto positivo sullo stato infiammatorio. E il risultato è stato molto incoraggiante: le persone che mangiano abitualmente cioccolato fondente in quantità moderata risultano avere nel sangue valori di proteina C reattiva significativamente più bassi. In altri termini il loro stato infiammatorio viene significativamente ridotto”.
“La riduzione media osservata del 17% può apparire piccola, ma è sufficiente a ridurre il rischio predetto di essere colpiti da una malattia cardiovascolare di un terzo nelle donne e di un quarto negli uomini. Un risultato notevole”.
Ma le quantità di cioccolato sono molto importanti: “Parliamo di un consumo moderato. Il migliore effetto, infatti, lo si ottiene con una media di 6,7 grammi di cioccolato al giorno, che corrisponde a un quadratino di cioccolato due o tre volte alla settimana. Al di là di questi quantitativi l’effetto protettivo tende a perdersi”.
In termini pratici, considerando che la tipica tavoletta di cioccolato è da 100 grammi, lo studio indica che un po’ meno di mezza tavoletta di cioccolato fondente consumata nel corso della settimana potrebbe diventare una buona abitudine.
E il cioccolato al latte? “Studi condotti in precedenza – spiega la Di Giuseppe – hanno dimostrato che il latte interferisce nell’assorbimento dei polifenoli. Ecco perché in questo studio abbiamo considerato solo il cioccolato fondente”.
Chi ama il cioccolato, tuttavia, potrebbe anche apprezzare altri cibi salutari, come un po’ di vino, frutta, verdura. Oppure fare più attività fisica degli altri. L’effetto osservato potrebbe perciò essere dovuto a questi altri elementi, più che al cacao. “Per evitare questa possibilità – continua la ricercatrice – abbiamo “aggiustato” per tutti quei fattori. Cioè, abbiamo valutato il peso di ciascuno di loro. Ma l’effetto positivo del cioccolato rimane e questo ci fa pensare che sia reale”.
“Questa ricerca – commenta Licia Iacoviello, capo del Laboratorio di Epidemiologia Genetica ed Ambientale dell’Università Cattolica di Campobasso e responsabile del Progetto Moli-sani – è il primo risultato scientifico che pubblichiamo sul progetto Moli-sani. Consideriamo questo risultato l’inizio di una serie di dati che potranno darci una visione innovativa di come si possa fare prevenzione nella vita di tutti i giorni, sia verso le malattie cardiovascolari che i tumori”.
“Forse – aggiunge Giovanni de Gaetano, Direttore dei Laboratori di Ricerca della Cattolica di Campobasso – dovremo ora rivedere la famosa piramide della dieta mediterranea e togliere il cioccolato fondente dall’insieme dei dolci considerati nocivi per la nostra salute”.
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18/04/2016 Andrea Sperelli

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