(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) Mazzone, del Centro di ricerca VIB Vesalius presso la K.U. Leuven.
Il team ha dimostrato come la crescita di connessioni preesistenti tra vasi sanguigni distinti in arterie funzionali (un processo chiamato arteriogenesi) può essere accelerato bloccando la funzione della proteina PhD2 in una particolare categoria di globuli bianchi. Questo ha come risultato dei vasi sanguigni più larghi e più funzionali, che permettono al sangue di superare l'occlusione e quindi di avere una migliore perfusione di sangue. Adesso il team intende continuare a studiare il potenziale terapeutico del blocco della PhD2 per le malattie ischemiche e spera che le proprie scoperte possano portare a un nuovo metodo terapeutico nelle malattie ischemiche per prevenire i danni agli organi.
Per funzionare adeguatamente, ogni organo del nostro corpo ha bisogno di accesso a sostanze vitali come l'ossigeno. Il sangue si occupa del trasporto di queste sostanze ai diversi organi e rimuove allo stesso tempo i prodotti tossici. Se il sangue non raggiunge un certo organo si può creare un danno irreversibile. È quello che succede nelle malattie ischemiche, che possono causare infarti e ictus. La sfida che il mondo della scienza medica deve affrontare è il ripristino del flusso sanguigno il più velocemente possibile per evitare il danno agli organi. Lo scopo del progetto TIE2+MONOCYTES è prendere parte a vari studi nel campo dell'angiogenesi.

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13/10/2011

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