(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) della ghiandola prostatica. Un disturbo che accomuna 1 uomo su 2 sui 50 anni e addirittura il 75% degli over 80. Questa metodica d’avanguardia consente inoltre il mantenimento delle funzionalità del tratto urinario e diminuisce le possibilità di sanguinamento operatorie e post-operatorie, con beneficio per i pazienti affetti da problemi di coagulazione o sotto terapia farmacologica.
È quanto emerge da un recente studio realizzato dall’equipe medica guidata dal Prof. Luca Carmignani, primario di Urologia all'IRCCS Policlinico San Donato e professore associato presso l’Università degli Studi di Milano, pubblicato recentemente sull’Asian Journal of Andrology.
Lo studio è stato condotto analizzando i cambiamenti nella funzione sessuale e urinaria post-operatoria su 110 pazienti sottoposti al trattamento ThuLEP eseguito con il laser Cyber TM. I pazienti, con un’età media di 67 anni, sono stati valutati prima dell'intervento e successivamente a 3-6 mesi: dai dati è emerso che i sintomi urinari post-operatori sono migliorati e non sono state osservate differenze significative nella funzione erettile, che è rimasta la medesima prima e dopo l'intervento chirurgico. Un dato di particolare rilievo è quello relativo alla percentuale di pazienti che hanno mantenuto l’eiaculazione, che è aumentata del 52,7% rispetto alla chirurgia convenzionale (TURP) utilizzata nei casi di iperplasia prostatica benigna.
“Sono soddisfatto del successo seguito alla nostra sperimentazione di questa nuova tecnologia – afferma Luca Carmigani – Grazie a essa è possibile regalare benessere ad una ampia fascia della popolazione maschile, che ora potrà vivere una rassicurante continuità della propria attività sessuale. L’utilizzo del laser rappresenta una innovazione di grande impatto sotto il profilo medico e anche sociale. Fino a due decenni fa chi aveva problemi alla prostata si sentiva un ‘vecchio precoce’, ora invece è possibile risolvere questa patologia con efficacia, senza complicanze e con una degenza minima. Va infatti tenuto conto che i sessantenni di oggi sono più attivi rispetto ai coetanei di una volta, quindi un intervento laser rappresenta un beneficio non indifferente”.
La potenza sessuale e il benessere psicologico dei pazienti possono quindi essere totalmente conservati, con buoni effetti sia a livello fisico che livello mentale, mentre con le procedure già esistenti venivano meno nella stragrande maggioranza dei casi. Ma non è tutto. Oltre ai vantaggi relativi alla funzionalità sessuale, questa nuova tecnologia rappresenta un ulteriore passo avanti nell’ottica del risparmio per il sistema sanitario nazionale, visto che l’enucleazione della prostata con il laser al Tullio si può effettuare in day surgery. Con i trattamenti tradizionali o con metodiche laser con sorgenti differenti sono necessari ricoveri più lunghi dovuti a sanguinamenti o irritazione post-operatoria fino ad arrivare a 5 giorni di degenza. A trarre beneficio da questa tecnica innovativa non è quindi solo il paziente, ma l’intero Sistema Sanitario, con una drastica riduzione delle liste d’attesa e dei letti occupati negli ospedali di tutto il Paese.
“La capacità di ‘leggere’ le sensazioni corporee è alla base della consapevolezza di sé e del proprio livello di benessere – afferma la psicologa Roberta Alessia Ganzetti dell’associazione Elice Onlus Milano – Capita spesso, parlando di fastidi alla prostata, che gli uomini attivino quasi automaticamente pensieri legati alla potenza sessuale o all'invecchiamento. Da un punto di vista psicologico i modi di rispondere sono molteplici; negare il problema, evitando di approfondire le cause del fastidio fisico oppure rispondere con modalità ansioso-depressive, prefigurandosi scenari di malattia ben più complessi. Tuttavia risulta vincente un atteggiamento proattivo e di ricerca critica di informazioni che permetta di sostituire la conoscenza alla paura. L'informazione corretta fa la differenza; una diagnosi precoce e l'utilizzo delle nuove tecnologie laser, che riducono quasi totalmente gli indesiderati effetti negativi, garantiscono anche una vita sessuale comparabile a quella precedente all'intervento. L'accettazione del problema, la fiducia nei medici con le nuove tecnologie ed un approccio psicologico corretto sono alla base di un modello di cura rispettoso, sistemico ed integrato”.
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05/10/2015 Andrea Sperelli

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