(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) Helena Jernstroem, ricercatrice di oncologia sperimentale della Lund University svedese. Ma niente panico. Le golose della nera bevanda "non devono temere una scomparsa del loro seno: probabilmente diventerà più piccolo, ma non sparirà", rassicura la Jernstroem sul 'Daily Mail'. E comunque per le più accanite bevitrici arriva anche una buona notizia: il consumo regolare della nera bevanda, dicono gli studiosi svedesi, può aiutare a ridurre il rischio di tumori al seno. L'effetto del caffè, spiegano ancora i ricercatori, è legato al suo impatto sugli ormoni femminili: alcune sostanze presenti nella bibita del mattino possono alterare il metabolismo delle donne, regalando loro una sorta di mini-scudo, in grado di ridurre i potenziali rischi.
Già altri studi scientifici avevano evidenziato che il caffè può proteggere, in una qualche misura, dal carcinoma mammario.
Una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori della University of North Carolina su circa tre mila donne dimostrerebbe che uova, caffè e latte scremato aiutano nella lotta contro il tumore al seno poichè ricchi di colina, ovvero vitamina J, e precursore del neurotrasmettitore acetilcolina. L'assunzione con gli alimenti di almeno 455 mg di colina al giorno pare possa offrire una profilassi antitumorale. Un uovo, ad esempio, contiene un quarto del fabbisogno giornaliero di colina, ovvero 125.5 grammi. Anche latte scremato, il caffè, il lievito di birra, il fegato, il germe di grano, fagioli, fagioli verdi, cavolo, cavolfiore, caviale, riso, lecitina di soia, semi di soia e caviale contengono grosse quantità di colina.
I ricercatori non sono ancora riusciti a stabilire i meccanismi molecolari alla base di questa presunta prevenzione esercitata dalla vitamina J, la quale è coinvolta nella produzione di acetilcolina. L'acetilcolina deve essere presente nell'organismo per funzioni riguardanti il sistema nervoso (umore, comportamento, orientamento, tratti della personalità, discernimento).
Ricercatori canadesi dell'Università di Toronto, invece, avevano già dimostrato che l'assunzione quotidiana di caffè può proteggere alcune donne dal tumore al seno e, più precisamente, quelle che presentano una mutazione del gene BRCA1, che le espone a un alto rischio di ammalarsi di cancro al seno.
Il team canadese, guidato dal dott.Steve Narod, ha esaminato il rapporto tra consumo di caffe' e rischio di carcinoma mammario in 1.690 donne ad alto rischio, con mutazioni nel gene BRCA1 o BRCA2.
La ricerca, pubblicata sull'“International Journal of Cancer”, ha monitorato donne seguite in 40 centri di quattro Paesi, raccogliendo dati sul consumo medio quotidiano di caffe' nel corso della vita attraverso la compilazione di un questionario. Cosi' si e' scoperto che la probabilita' di ammalarsi, fra le donne con mutazioni genetiche a rischio che bevono da una a tre tazze di caffe' ogni giorno, e' ridotta del 10% rispetto alle non bevitrici. Un pericolo che scende del 25% per le 'fedeli' che non rinunciano a 4-5 tazzine e addirittura del 69% per le vere e proprie maniache di caffe' (almeno 6 tazze al giorno). Andando poi a indagare sulle varie mutazioni genetiche, i ricercatori hanno scoperto che l'effetto 'scudo' garantito dalla nera bevanda era significativo solo per le donne con anomalie nel gene BRCA1. Ricco di fitoestrogeni, il caffe' puo' influire dunque sul pericolo di ammalarsi di cancro al seno, ma solo per una specifica classe di pazienti. Essendo anche una bevanda eccitante e cardiotonica, con effetti sul sistema nervoso, è bene comunque non abusarne.


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