(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) specifico, non è chiaro se le alterazioni di connettività cerebrale precedano il manifestarsi della malattia e se e come esse siano influenzate da meccanismi di neurotrasmissione ed epigenetici.
In questo ambito, il Why Me? Project (WM?P) si è proposto di identificare se gemelli a rischio per psicosi maggiori presentino - rispetto ai rispettivi gemelli non a rischio - alterazioni nell’interazione neuroni-glia e di connettività cerebrale favorite da modificazioni epigenetiche. Per raggiungere tale obiettivo, il progetto ha previsto l’integrazione di metodiche di analisi genomiche, molecolari, psicopatologiche e di neuroimaging d’avanguardia, la cui innovatività è risultata accentuata dall’applicazione a una popolazione gemellare. Infatti, l’indagine dei profili di rischio in giovani coppie di gemelli fornisce un contesto ideale per lo studio delle interazioni genetico-ambientali e l’identificazione di marker neurobiologici del rischio di psicosi.
La fase preliminare del progetto ha riguardato il reclutamento di un’ampia coorte di gemelli di età compresa tra gli 8 e i 40 anni residenti nelle province lombarde di Bergamo, Como, Milano, Monza-Brianza e Varese. Tale iter ha visto l’indispensabile contributo del Registro Nazionale dei Gemelli, afferente all’Istituto Superiore di Sanità (Dr.ssa Stazi e Dr. Fagnani), che attualmente raccoglie informazioni su circa 28.000 gemelli italiani distribuiti uniformemente per età e area geografica. Il progetto ha destato l’interesse di genitori di coppie di gemelli e gemelli adulti, che hanno aderito in gran numero all’iniziativa. Presso l’IRCCS Medea (Dr.ssa Nobile e Dr.ssa Mauri), le coppie di gemelli partecipanti sono state sottoposte ad approfondite indagini psicopatologiche, di imaging a risonanza magnetica a 3T e a prelievi di materiale biologico. La caratterizzazione clinica, oltre a identificare la presenza di problemi emotivi, sociali, di attenzione e comportamentali, ha permesso di misurare il rischio psicotico di ciascun individuo. Coppie di gemelli selezionate – tra cui gemelli discordanti per rischio psicopatologico – sono state quindi confrontate in termini di 1) pattern di connettività cerebrale e neurotrasmissione glutamatergica tramite imaging a risonanza magnetica a 3T e a campo ultra-alto (7T) (Ing. Maggioni), 2) modalità di interazione neuroni-glia differenziati a partire da biopsie cutanee, 3) metilazione globale e contenuto dei retrotransposoni nel DNA genomico. Le indagini MRI a campo ultra-alto sono state svolte presso la Fondazione Imago7 di Pisa (Dr.ssa Tosetti), primo e unico centro italiano dotato di uno scanner di risonanza magnetica a 7T. Le avanzate indagini molecolari e genomiche sono state possibili grazie al prezioso contributo dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine (Prof. Beltrami e Dr.ssa Cesselli), della SISSA di Trieste (Dr.ssa Finaurini) e dell’IIT (Prof. Gustincich).
Grazie a questo approccio analitico multilivello e di collaborazione tra centri di eccellenza, il WM?P si è rivelato originale e promettente nella ricerca di marker neurobiologici di rischio psicopatologico e nello sviluppo di strategie terapeutiche innovative.
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31/10/2018 Andrea Sperelli

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