(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) in cui l'unico amico è proprio il pc.
In giapponese il termine “hikikomori” significa “ritiro”, ed è stato scelto dal dott. Tamaki Saito, direttore del Sofukai Sasaki Hospital di Tokio, una struttura ospedaliera che per il 70% accoglie pazienti adolescenti o ventenni.
La sindrome sta a identificare un certo numero di sintomi quali letargia, depressione, incomunicabilità, disturbi ossessivo-compulsivi e appunto isolamento sociale. Nei casi più gravi, chi è colpito dalla sindrome vive recluso in casa, abbandonando qualsiasi attività esterna, compresi lavoro e scuola, e comunicando soltanto attraverso Internet.
La Fnomceo - Federazione italiana degli ordini dei medici – lancia l'allarme sulla patologia: “le istituzioni italiane non sembrano preoccuparsi ed è un limite evidente, giacché la realtà sociale è fatta anche e soprattutto di queste problematiche, con un'espansione clinica che valutiamo quotidianamente. Il più delle volte chi è colpito dalla malattia riesce a raggiungere la sufficienza nelle materie scolastiche, confermando che frequentano l'ambiente didattico come una sorta di obbligo, e poi si ritirano dal mondo reale per calarsi completamente in quello virtuale. È una delle forme emergenti di dipendenza che spesso viene confusa con situazioni psicopatologiche diverse. Va affrontata e prevenuta innanzitutto attraverso la conoscenza del fenomeno che è ancora sottaciuto".
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07/04/2017 Andrea Piccoli

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