(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) asintomatici e spesso vengono scoperti per caso nel corso di un’ecografia addominale effettuata per altri motivi, ad esempio durante una gravidanza. Tuttavia, un calcolo di grosse dimensioni o più calcoli piccoli possono incunearsi nel dotto di fuoriuscita della bile ed ostruirlo, creando così un “tappo” che impedisce la contrazione dell’organo o lo svuotamento della bile stessa. Tale condizione genera dolori intensi ed improvvisi, che possono durare fino a 6-7 ore.
La sintomatologia appena descritta è una delle possibili presentazioni cliniche della colelitiasi, definita come “colica biliare”, di solito trattata con terapia medica – farmaci sintomatici ed antibiotici – e digiuno per un paio di giorni. Tuttavia se la colelitiasi non viene trattata con l’intervento chirurgico, le coliche biliari tendono a recidivare, influendo molto negativamente sulla qualità di vita del paziente. È molto importante ricordare che in una percentuale di casi, quasi il 20%, possono insorgere complicanze anche gravi e talora mortali come esordio della patologia, quali la pancreatite acuta, la colecistite e l’ittero da calcolosi del coledoco. Questi sono i motivi per cui generalmente i chirurghi consigliano sempre l’intervento di colecistectomia nei pazienti affetti da colelitiasi sintomatica. Dagli anni ’90, la procedura chirurgica tradizionale “open” è stata quasi completamente sostituita da tecniche di laparoscopia, nelle quali l’asportazione avviene attraverso pochi piccoli fori nell’addome al fine di ridurre il trauma operatorio e migliorare il risultato estetico.
Negli ultimi anni le procedure laparoscopiche hanno avuto uno sviluppo straordinario, diventando sempre meno invasive. Oggi una delle evoluzioni della chirurgia laparoscopica si chiama SILS (Single Incision Laparoscopic Surgery), acronimo che indica un sistema in cui, attraverso dispositivi e strumenti specialistici, l’intervento viene eseguito attraverso una singola incisione, attraverso l’ombelico. “La SILS è molto efficace per gran parte degli interventi di chirurgia addominale, per esempio sull’appendice e sulla colecisti: rispetto alla laparoscopia, che richiede solitamente fino a 5 punti d’accesso, praticare una singola incisione all’interno dell’ombelico significa rendere invisibile la cicatrice e offrire al paziente tutti i vantaggi di un intervento meno invasivo – ha dichiarato il Dr. Mario Sorrentino, chirurgo presso il reparto di Chirurgia Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Udine –. “Grazie alla grande esperienza nel campo della laparoscopia tradizionale, il nostro centro di Udine, è stato uno dei primi in Italia ad adottare con successo la SILS. Dall’inizio del 2009 abbiamo operato circa 70 pazienti con questa tecnica, di cui più di 50 casi erano colecistectomie in day surgery. Negli altri casi si è trattato di interventi di asportazione dell’appendice per appendicite acuta ed ultimamente abbiamo trattato anche casi selezionati di tumori del colon, sempre con buoni risultati come decorso e dolore post-operatorio e radicalità oncologica. Tutti gli interventi eseguiti hanno avuto gli stessi costi delle tecniche laparoscopiche tradizionalmente usate. Benché in fase iniziale, siamo certi che questa soluzione rappresenti un importante passo in avanti nello sviluppo della chirurgia e che le sue applicazioni potranno in futuro essere estese in modo regolare anche sugli interventi di patologie maligne come tumori”.
Secondo un recente studio pubblicato a Settembre 2009 su Surgical Endoscopy, che ha coinvolto 40 pazienti operati di colecistectomia, i pazienti sottoposti alla SILS hanno riportato, rispetto al gruppo trattato con laparoscopia classica, punteggi più bassi sia nella scala del dolore addominale dopo 12 ore dall’intervento, sia in quella del dolore alla spalla, dopo le prime 6 ore. Inoltre, dopo 24 ore, nel gruppo operato con la SILS il dolore era scomparso, come testimoniato anche dalla richiesta di farmaci analgesici molto più bassa. La SILS è resa possibile grazie all’evoluzione dei dispositivi progettati, costituiti da una porta flessibile che si adatta alla forma del corpo e che può ospitare fino a tre strumenti in una sola incisione per offrire al chirurgo il massimo controllo durante l’intervento, strumenti manuali dotati della massima flessibilità e versatilità, con possibilità di rotazione interna fino a 360 gradi, che consentono una migliore precisione e libertà di movimento in uno spazio di manovra stretto. La laparoscopia con singola incisione può essere utilizzata potenzialmente in tutti i campi adatti alla chirurgia laparoscopica tradizionale. Oltre agli interventi di colecistectomia, è già ampiamente impiegata in Europa e negli Stati Uniti per una vasta gamma di interventi addominali, come prostatectomia, chirurgia bariatrica e interventi di chirurgia oncologica colorettale.

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29/10/2010

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