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In particolare, la sostanza grigia aumenta soprattutto quando il soggetto consuma molto pesce e poca carne.
“I risultati della nostra ricerca - commenta Yian Gu - suggeriscono che è potenzialmente possibile prevenire la naturale atrofia del cervello causata dall’invecchiamento semplicemente seguendo una dieta salutare”.
Uno studio dell'Università di Firenze ha messo insieme i dati provenienti da varie ricerche, dalle quali emerge che correggere un paio di comportamenti a tavola permette di ottenere un buon risultato in termini di protezione non solo cardiovascolare ma anche dalle malattie neurodegenerative.
Il team italiano, guidato da Francesco Sofi, ha elaborato un punteggio specifico di adesione alla dieta mediterranea, mettendo in rilievo come un aumento di soli due punti nel proprio score si traduca di fatto in un guadagno significativo in termini di protezione dalle principali malattie croniche, come quelle cardiovascolari, ma anche dalle forme di demenza più diffuse nel mondo occidentale, come il morbo di Alzheimer e il Parkinson.
Le ricerche messe insieme dall'Università di Firenze hanno considerato un campione totale di oltre due milioni di persone, i dati infatti riguardano sette diversi studi condotti in tutto il mondo negli ultimi anni. Tra le novità dell’indagine c’è una particolare attenzione a due patologie quali l’ictus e la fase pre-clinica della demenza, contro le quali la dieta mediterranea si è rivelata uno scudo formidabile. Aumentare di poco la propria adesione alle abitudini alimentari tipiche mediterranee assicura una riduzione della mortalità totale pari all’8%, mentre per malattie cardiovascolari e tumori la riduzione osservata è del 10% e 6% rispettivamente. Ciò che ha suscitato maggior interesse è stato rilevare che la protezione maggiore si registra contro le malattie neurodegenerative, con una riduzione del rischio addirittura del 13%.
La ricerca sottolinea che per migliorare la propria salute non è necessario stravolgere completamente le proprie abitudini alimentari. Sembra infatti che qualche accortezza in più nella scelta dei cibi sia già sufficiente a garantire buoni risultati e a mettersi al riparo.
“Abbiamo visto - spiega Sofi - che la partita si gioca intorno ad alimenti chiave, e cioè carne, frutta e verdura. Aumentando il consumo di queste ultime e diminuendo l’apporto di carne rossa si ottiene un miglioramento netto in termini di salute”.

Proprio nel momento in cui la dieta mediterranea diventa patrimonio dell’umanità, la scienza ne conferma ancora una volta la validità.

Era stata resa nota solo un anno fa una ricerca americana, pubblicata sugli “Archives of Neurology” e condotta al Columbia University Medical Center di New York, riguardante l'utilità della dieta mediterranea nel proteggere il cervello. Lo studio raccomandava caldamente di consumare regolarmente molta frutta, verdura, legumi, noci, pesce e cereali, pochi latticini, carne e grassi e ridurre il consumo di alcol per mantenere in forma la nostra mente.
Il gruppo di scienziati, guidato dal dott. Nikolaos Scarmeas, aveva constatato come la dieta mediterranea riduca il rischio di andare incontro a problemi cognitivi lievi, che spesso rappresentano una fase precedente a disturbi più gravi come le demenze e l'Alzheimer. Inoltre, coloro che già presentavano problematiche neurologiche, seguendo la dieta mediterranea riuscivano ad allontanare il rischio di veder degenerare il loro declino mentale in Alzheimer.
La ricerca aveva studiato 1393 persone prive di qualsiasi difficoltà cognitiva e altri 482 soggetti con leggeri problemi cognitivi: tra il gruppo di individui sani all'inizio dello studio, 275 avevano sviluppato carenze cognitive lievi nei successivi 4 anni e mezzo (periodo di follow-up della ricerca).
I dottori, tramite appositi questionari, avevano misurato l'aderenza dei partecipanti al regime alimentare mediterraneo; coloro che seguivano questo tipo di dieta avevano un rischio di sviluppare problemi cognitivi inferiore del 28% rispetto a chi seguiva un'alimentazione differente.
Il rischio di sviluppare una demenza si abbassava del 17% anche per quelle persone che seguivano solo parzialmente la dieta mediterranea.
Quest'ultima esplicava i suoi effetti benefici soprattutto in chi già aveva problemi cognitivi: tra questi individui il rischio di ammalarsi d'Alzheimer calava del 48%.
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23/10/2015 Andrea Sperelli

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