(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) volte di più rispetto ai pargoli delle donne con livelli normali di vitamina. Questa correlazione probabilmente significa che la carenza di vitamina B12 ostacola lo sviluppo dei neuroni dei bimbi, aumentando la loro irritabilità. Allo stesso modo il sonno naturale dei bambini potrebbe essere sempre interrotto a causa del minor rilascio di melatonina nei soggetti con bassi livelli di vitamina B12.
I ricercatori hanno comunque annunciato ulteriori studi per verificare queste ipotesi.
Per quanto riguarda i difetti congeniti correlati alla carenza di vitamina B12 ci sono quelli del tubo neurale, ad esempio la spina bifida o l'anencefalia, malformazione quest'ultima mortale che colpisce un bimbo ogni mille.
L'avvertimento riguardo questi rischi viene da uno studio pubblicato sulla rivista “Pediatrics” nel 2009 e svolto dai ricercatori del Trinity College di Dublino e del National Institute of Health americano.
La ricerca ha provato la maggior probabilità di difetti congeniti al tubo neurale per i figli di madri con carenza di vitamina B12 nel periodo della gestazione.
Sono il cervello e il midollo spinale ad essere colpiti dai difetti del tubo neurale e possono essere adeguatamente prevenuti assumendo, oltre alla vitamina B12, anche l'acido folico in gravidanza.
A rischiare malformazioni dei loro figli sono particolarmente le donne vegetariane e, più in generale, tutte le signore che non consumano a sufficienza cibi di origine animale: essi infatti forniscono un giusto apporto di vitamina B12.
Devono prestare attenzione anche le ragazze incinte con problemi intestinali, che causano loro problemi nell'assorbimento di minerali e vitamine.
La ricerca scientifica si è svolta su tre gruppi di volontarie: nel primo, formato da 95 donne incinte, era stato diagnosticato al feto un difetto del tubo neurale; nel secondo gruppo erano comprese 107 mamme di un bimbo nato con una malformazione del tubo neurale e ora incinte di un feto sano; del terzo gruppo facevano parte 76 signore con le caratteristiche del primo gruppo, ma provenienti da un altro studio clinico.
Gli studiosi hanno misurato in tutti i gruppi i livelli di folati e di vitamina B12, comparandoli con le analisi di madri incinte di bimbi sani: i risultati raggiunti hanno indicato che le donne con meno di 250 ng/ml di vitamina B12 prima della gravidanza correvano un rischio da 2,5 a 3 volte maggiore di partorire figli con difetti del tubo neurale rispetto alle donne con alti livelli di vitamina B12.
Il rischio di partorire figli con difetti congeniti era di 5 volte maggiore nelle signore con carenze di vitamina B12 tra 0 e 149 ng/ml rispetto al gruppo di controllo.
Gli studiosi autori della ricerca indicano che si può intervenire tempestivamente per evitare queste malformazioni fetali, integrando, laddove necessario, l'acido folico e la vitamina B12 nella dieta delle future mamme: queste sostanze, sottolineano i medici, sono coinvolte nella sintesi del Dna e in una serie di importanti reazioni biochimiche.
I dottori quindi, pur ribadendo che sono necessari altri studi per confermare queste prime indicazioni, raccomandano a tutte le ragazze che intendano restare incinte di mantenere i livelli di vitamina B12 superiori a 300 ng/ml già da prima della gravidanza: il cervello e il midollo spinale, infatti, si formano nei primi 28 giorni dal concepimento, prima che molte donne si accorgano di aspettare un bebè.
I ricercatori ammoniscono anche le vegetariane, perchè la classe di vitamine a cui appartiene anche la B12 è presente prevalentemente nella carne e negli alimenti di origine animale.


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23/03/2011 Silvia Maglioni

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