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Allergia respiratoria nei luoghi di lavoro e di studio

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Polvere, umidità diffusa, tendaggi, moquette e poltroncine in tessuto. Per non parlare di impianti di condizionamento poco controllati, eccessiva densità di persone e oggettiva vetustà di molti edifici. Questi, secondo gli italiani, sono gli elementi che più possono peggiorare le condizione di chi soffre di allergia respiratoria, in particolare di rinite. Lo dice un’indagine condotta su una popolazione di studenti e impiegati da Gfk-Eurisko in collaborazione con la Fondazione Charta e la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.
Dallo studio emerge che se solo il 5 per cento degli ambienti di lavoro e studio viene considerato completamente esente da pericoli per chi è allergico, nel 35 per cento di aule e uffici sono presenti diversi fattori di rischio, la cui presenza viene correlata con un aumento dei disturbi da parte degli allergici.
L’inquinamento indoor, insomma, è una realtà. E ...  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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