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ARTICOLI TROVATI : 454

Risultati da 121 a 130 DI 454

14/10/2014 10:59:38 Riprodotte in laboratorio le strutture tipiche della malattia

Un Alzheimer in provetta per studiarlo meglio
Per combattere il morbo di Alzheimer un gruppo di scienziati del Massachusetts General Hospital ha pensato bene di riprodurne le caratteristiche in laboratorio, creando una versione in provetta della malattia.
Per la prima volta nelle capsule di Petri sono state riprodotte le strutture tipiche del morbo per poterlo così studiare al meglio e trovare un modo per fermarlo. Lo studio, pubblicato su Nature, è stato coordinato dal prof. Rudolph Tanzi e dal collega Doo Yeon Kim. Il dott. Murali ... (Continua)

14/10/2014 10:15:00 L'importanza dell'alimentazione per prevenire le patologie vascolari

Tre segreti per spegnere l’infiammazione vascolare
L'alimentazione ha un ruolo centrale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. A confermarlo sono stati gli angiologi provenienti da tutto il mondo e riunitisi a Palermo per il Multinational Chapter dell’International Union of Angiology.
Le giuste scelte alimentari sono fondamentali per tenere sotto controllo nell’età adulta uno dei moventi ubiquitari e subdoli delle malattie degenerative come l’aterosclerosi: l’infiammazione di basso grado o subclinica.
Imparare a nutrirsi in ... (Continua)

09/10/2014 10:24:00 Incidere sulla malattia intervenendo prima
Morbo di Alzheimer, raccomandazioni per una diagnosi precoce
Intervenire prima per intervenire meglio. È il punto su cui ruotano gli sforzi dei neurologi quando si parla di Alzheimer. Il prof. Carlo Ferrarese, Direttore Scientifico del Centro di Neuroscienze di Milano dell’Università di Milano-Bicocca, ne conferma l'importanza strategica.
“La speranza di poter interferire significativamente sul decorso di una malattia neurodegenerativa, come la malattia di Alzheimer, si fonda sull’avvenuto riconoscimento di alcuni dei processi fondamentali nella ... (Continua)
07/10/2014 15:55:00 Sperimentazione dimostra la possibilità di creare ricordi

La memoria artificiale
Un team di ricercatori americani è riuscito nell'impresa di creare un dispositivo che “genera” un ricordo su modello murino. Nell'esperimento portato avanti dagli scienziati della University of Southern California e della Wake Forest University, un chip ha emulato le funzioni cerebrali associate a un preciso comportamento dei topi oggetto della sperimentazione.
Lo studio, apparso sul Journal of Neural Engineering, è firmato da Theodore Berger, ingegnere biomedico presso l'ateneo ... (Continua)

06/10/2014 11:28:00 Sperimentazione clinica su pazienti affetti dalla malattia
Parkinson, speranze dal trapianto di neuroni
Siamo ormai a un passo dalla soluzione dell'enigma? Secondo il neurologo svedese Olle Lindvall parrebbe proprio di sì. Lo scienziato dell'Università di Lund sta effettuando una sperimentazione clinica su pazienti affetti da Parkinson basata non sull'utilizzo di qualche nuova molecola, ma sul trapianto neuronale.
I primi test condotti su modello animale hanno dato i risultati sperati. I nuovi neuroni, infatti, sostituendo quelli morti arrestano la progressione del Parkinson, facendone ... (Continua)
02/10/2014 14:24:00 Probabilità maggiori legate a una maggiore esposizione allo stress

Donne gelose attente! Rischiate l'Alzheimer
Chi soffre di gelosia dovrebbe stare attento e rivedere le sue priorità. Uno studio dell'Università di Goteborg pubblicato su Neurology rivela infatti che le donne di mezza età il cui comportamento è caratterizzato da gelosia, cambiamenti repentini di umore e ansia hanno più probabilità di sviluppare il morbo di Alzheimer in età avanzata.
Il gruppo svedese ha somministrato dei test psicologici a un campione di 800 donne a trenta, quaranta e cinquant'anni. Le domande vertevano sulle loro ... (Continua)

30/09/2014 Alzheimer più probabile per chi si accorge di perdere colpi

I problemi di memoria preannunciano la demenza
Quelle piccole défaillances del cervello che ci impediscono a volte di ricordare una parola o un nome potrebbero avere anche una ragione più profonda. Secondo uno studio dell'Università del Kentucky, chi si rende conto di avere problemi di memoria ha una probabilità maggiore di sviluppare una forma di demenza più avanti nel corso della vita.
I ricercatori hanno coinvolto 531 persone con un'età media di 73 anni e privi di demenza. I soggetti hanno risposto a un questionario che verteva su ... (Continua)

26/09/2014 12:45:00 L'efficacia di un componente della spezia, il turmerone

Dalla curcuma una cura per l'Alzheimer
La curcuma non finisce di stupire e svela un'altra proprietà benefica. Un suo componente, il turmerone, avrebbe la capacità di promuovere la proliferazione e la differenziazione delle cellule staminali del cervello.
Sulla rivista Stem Cell Research & Theraphy, gli esperti dell'Istituto di Neuroscienze e Medicina di Jülich, in Germania, ipotizzano l'utilizzo del composto per la realizzazione di un farmaco diretto al trattamento di patologie neurologiche, fra cui l'Alzheimer e l'ictus.
Il ... (Continua)

17/09/2014 17:17:50 Iperattività cerebrale per compensare l’accumulo di beta-amiloide

La reazione del cervello all’Alzheimer
Di fronte all’Alzheimer il cervello entra in allarme e risponde con un’iperattività a livello cerebrale per compensare la perdita di funzionalità indotta dalla malattia. Un team di ricercatori dell’Università della California ha analizzato il comportamento di 71 volontari – 22 giovani adulti e 49 in età avanzata – senza disturbi di sorta.
I partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale (fMRI) per la valutazione dell’attività cerebrale. Nel frattempo, i ricercatori ... (Continua)

10/09/2014 14:36:00 I farmaci ansiolitici aumentano le probabilità della malattia

Le benzodiazepine causano l'Alzheimer
Assumere benzodiazepine espone a un rischio maggiore di morbo di Alzheimer. Lo dice una ricerca pubblicata sul British Medical Journal da Sophie Billioti de Gage dell'Università di Bordeaux.
La ricercatrice francese spiega: “abbiamo trovato che il rischio aumenta del 43-51% in persone (over-65enni) che hanno iniziato un trattamento con benzodiazepine in passato (più di 5 anni prima della diagnosi). Il rischio compare per individui che hanno usato i farmaci per almeno tre mesi e aumenta con ... (Continua)

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