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ARTICOLI TROVATI : 454

Risultati da 161 a 170 DI 454

11/03/2014 10:11:00 Studio apre nuove prospettive nell’ambito della medicina rigenerativa

Con la corsa nuove cellule staminali nel cervello
Che l’esercizio fisico giovi non solo al corpo ma anche al cervello, grazie alla produzione di nuovi neuroni, è cosa nota. I ricercatori dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) di Roma hanno però dimostrato per la prima volta che la corsa è in grado perfino di bloccare il processo di invecchiamento cerebrale e di stimolare la produzione di nuove cellule staminali, che migliorano le capacità mnemoniche. Lo studio è pubblicato sulla ... (Continua)

26/02/2014 12:11:00 Effetto legato alla formazione degli AGEs

La cottura della carne aumenta il rischio di Alzheimer
La carne cotta a fuoco vivo, ovvero in padella, al forno o sulla griglia, libera delle sostanze denominate AGEs che aumentano il rischio di insorgenza dell'Alzheimer. A scoprirlo è uno studio dell'Icahn School of Medicine di Mount Sinai, a New York, che ha preso in esame i vari metodi di cottura utilizzati per cuocere la carne, potenzialmente pericolosi per la salute del cervello.
Lo studio, pubblicato su Pnas, mostra su modello animale che una dieta ad alto contenuto di AGEs provoca un ... (Continua)

21/02/2014 12:18:48 Performance motorie e destrezza manuale migliorate nei soggetti sani

La visione di filmati migliora le performance del cervello
Uno studio italiano dimostra che la visione di filmati che riproducono semplici attività motorie della vita quotidiana migliora la destrezza manuale e la performance motoria nei soggetti sani, grazie a modificazioni strutturali dell’encefalo.
Il lavoro è stato condotto dal Professor Massimo Filippi e dai suoi collaboratori dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele, e verrà presentato al 66° Meeting dell’American ... (Continua)

12/02/2014 12:21:01 Evitare un uso indiscriminato di Viagra & co.

Pillole dell'amore sì, ma solo quando servono
La loro scoperta è stata rivoluzionaria per la qualità della vita sessuale maschile.
Una classe di farmaci che hanno consentito a molti uomini affetti da patologie organiche di riavere una vita sessuale attiva.
Viagra e similari sono farmaci, che migliorando la perfusione in termine di flusso e di pressione sanguigna del pene, consentono di avere e mantenere l’erezione più a lungo.
Ma attenzione, pillola dell’amore sì, ma non per tutti.
No se non hai una patologia organica, ... (Continua)

08/02/2014 11:47:01 Debolezza tiroidea associata a probabilità 4 volte maggiori di autismo
Rischio di autismo con problemi alla tiroide in gravidanza
Le donne che accusano problemi alla tiroide durante la gravidanza corrono un rischio 4 volte maggiore rispetto alle altre di dare alla luce un bambino affetto da disturbi dello spettro autistico.
Il nesso è evidente in particolare con i livelli di T4, il principale ormone prodotto dalle cellule tiroidee della ghiandola tiroide. La L-tiroxina, insieme agli altri ormoni tiroidei come il T3, è preposta al corretto funzionamento del metabolismo.
Ad affermare il nesso fra malfunzionamento ... (Continua)
01/02/2014 12:53:44 La proteina agisce sugli enzimi chinasi MAPK

Una molecola per salvare i diabetici dall'Alzheimer
Chi ha il diabete mostra un rischio superiore alla media di insorgenza del morbo di Alzheimer. Un gruppo di ricerca dell'Alexander Silberman Institute of Life Sciences presso la Hebrew University ha messo a punto una nuova molecola che dovrebbe favorire il controllo di quei meccanismi che una volta innescati promuovono lo sviluppo dell'Alzheimer nei pazienti diabetici.
Lo studio, pubblicato su Redox Biology – la rivista ufficiale della Society for Free Radical Biology and Medicine e della ... (Continua)

30/01/2014 12:24:30 Un derivato del Ddt associato a maggior rischio di insorgenza della malattia

Il Ddt aumenta il rischio di Alzheimer
Avere nel sangue un livello elevato di un derivato del Ddt è prefigurabile come fattore di rischio per l'insorgenza del morbo di Alzheimer. A dirlo è uno studio condotto dall'Environmental and Occupational Health Sciences Institute di Piscataway, in New Jersey, e pubblicato su Jama Neurology.
“L’Alzheimer è la malattia neurodegenerativa più comune al mondo, e i fattori di rischio della forma a esordio dopo i 60 anni non sono del tutto chiari, pur includendo motivi ambientali e legati allo ... (Continua)

21/01/2014 16:15:12 NLGN1 coinvolta nella perdita di memoria

Alzheimer, il ruolo fondamentale di una proteina
Un team di ricerca americano fa nuova luce sui meccanismi che conducono alla perdita di memoria nei malati affetti da Alzheimer. Lo studio, pubblicato su Nature Neuroscience e realizzato da ricercatori della Cleveland Clinic, ha indagato il fenomeno della perdita di memoria associata alla malattia di Alzheimer, alla base del quale vi sarebbe il funzionamento della proteina neuroligin-1 (NLGN1).
Per la prima volta la proteina è stata associata al deficit di memoria determinato dall'accumulo ... (Continua)

16/01/2014 11:29:49 Malati di Alzheimer più esposti a forma incurabile di anemia

Alzheimer associato ad anemia
Chi soffre di Alzheimer mostra un rischio molto più alto della media di vedersi diagnosticare anche una grave forma di anemia. A lanciare l'allarme è un gruppo di ricerca del Florey Institute of Neuroscience and Mental Health, in Australia, che ha pubblicato su Molecular Psychiatry un'analisi effettuata su 1100 volontari.
Lo studio, coordinato dal prof. Noel Faux, ha testato i livelli di ferro ematico dei soggetti, scoprendo che nei malati di Alzheimer i livelli di emoglobina nel sangue ... (Continua)

13/01/2014 Consente di superare la barriera emato-encefalica
Nuova tecnica per il trasporto di anticorpi nell'Alzheimer
Un team di ricercatori dei laboratori Roche ha messo a punto una nuova tecnica per il trasporto degli anticorpi attraverso la barriera emato-encefalica. La nuova procedura, sperimentata con successo su modello murino, potrebbe essere utilizzata in caso di Alzheimer.
La nuova tecnica è stata associata a un miglioramento evidente della sintomatologia grazie alla riduzione dell'amiloide nei cervelli dei topi affetti dal modello animale della malattia.
“Grazie alla nostra sofisticata ... (Continua)

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