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ARTICOLI TROVATI : 454

Risultati da 221 a 230 DI 454

21/03/2013 In via di approvazione l'agente di imaging che scova l'amiloide nella PET

Florbetaben per la diagnosi dell'Alzheimer
Il Florbetaben è in via di approvazione presso la Food and Drug Administration (FDA) americana e l'Ema in Europa. Si tratta di un agente di imaging – prodotto dalla Piramal Imaging - che rileva la presenza
dell'amiloide nella PET, svelando quindi la presenza del morbo di Alzheimer.
La società ha presentato una richiesta NDA (New Drug Application) all'ente statunitense FDA e una richiesta di autorizzazione all'immissione all'agenzia europea EMA per l'utilizzo del florbetaben nella ... (Continua)

18/03/2013 Il disturbo legato all'insorgenza della malattia da prioni
Perdita di udito legata al morbo di Creutzfeldt-Jakob
Perdere improvvisamente l'udito può essere il segnale di una patologia più grave in corso, il morbo di Creutzfeldt-Jakob, patologia neurodegenerativa causata dai prioni, come la sua variante rara, il cosiddetto morbo della mucca pazza.
Ad affermare questa possibilità è uno studio dell'ospedale Henry Ford che verrà presto presentato al prossimo congresso dell'American Academy of Neurology. I ricercatori hanno analizzato il caso di un uomo di 67 anni che ha perso l'udito in entrambe le ... (Continua)
11/03/2013 Tumori e patologie neurologiche combattuti da nuovi radiofarmaci

Nuova classe di farmaci per “taggare” le malattie
Sapere esattamente cosa e dove colpire facilita il compito di qualsiasi esercito. Così succede anche in ambito medico, dove l'individuazione di target terapeutici specifici rappresenterebbe una svolta nel trattamento di molte malattie, prime fra tutti i tumori.
Dal congresso dell'Associazione Italiana di Medicina Nucleare e Imaging Molecolare (AIMN) emerge proprio questa possibilità, con l'arrivo di nuovi radiofarmaci per contrastare le più comuni neoplasie, ma anche patologie ... (Continua)

07/03/2013 La bevanda contrasta la formazione di placche amiloidi

Il tè verde contro l'Alzheimer
Agli innumerevoli effetti benefici indotti dal tè verde si aggiunge ora una protezione nei confronti dell'Alzheimer. A dirlo è una ricerca dell'Università del Michigan pubblicata su Pnas, secondo cui una molecola contenuta nella bevanda avrebbe l'effetto di ostacolare la formazione di placche amiloidi nel cervello attraverso l'inibizione di specifiche proteine associate non solo all'insorgenza del morbo di Alzheimer, ma anche di altre patologie neurodegenerative.
I ricercatori hanno ... (Continua)

27/02/2013 Stato di veglia prolungato altera l'attività di molti geni

La mancanza di sonno modifica il Dna
Non dormire a sufficienza mette in crisi il nostro patrimonio genetico. A rivelarlo è una ricerca della University of Surrey pubblicata sulla rivista Pnas, che ha scoperto come uno stato di veglia protratto troppo a lungo alteri l'attività di una serie di geni fondamentali per le funzioni immunitarie.
Come noto, peraltro, la mancanza di sonno determina anche problemi di obesità, patologie cardiovascolari e declino cognitivo, anche se non si conoscono appieno i meccanismi molecolari alla base ... (Continua)

22/02/2013 Nessun effetto benefico neanche su memoria e funzionalità cognitiva

Gli antiossidanti non prevengono l'ictus
Assumere antiossidanti non riduce il rischio di insorgenza dell'ictus. A dirlo è una ricerca pubblicata su Neurology da un team della Harvard Medical School, che sottolinea anche l'inefficacia degli antiossidanti nel prevenire forme di demenza mentale e problemi di memoria.
La coordinatrice dello studio Elizabeth E. Devore spiega: “si tratta di risultati interessanti perché altri studi avevano suggerito che gli antiossidanti potevano proteggere contro ictus o demenza. È possibile tuttavia ... (Continua)

21/02/2013 L'iperintensità della materia bianca si associa all'accumulo di placche amiloidi

Alzheimer, scoperto un secondo fattore scatenante
Affinché si verifichi l'insorgenza del morbo di Alzheimer è necessario che all'accumulo anomalo di placche amiloidi si associ anche la cosiddetta iperintensità della materia bianca. A scoprirlo è uno studio del Columbia University Medical Center pubblicato su Jama Neurology.
Nel corso dello studio sono state analizzate 20 persone affette da Alzheimer, 59 colpite da un lieve declino cognitivo e 21 che costituivano il campione di controllo sano. I ricercatori hanno evidenziato come ... (Continua)

31/01/2013 I neuroni danneggiati “riparati” grazie a microfilamenti di carbonio

I nanotubi salveranno il cervello
Il futuro è nella nanotecnologia. Lo sanno bene anche all'Università di Trieste, dove un'équipe di ricercatori è alle prese con uno dei dilemmi della medicina moderna, ovvero come riparare i neuroni danneggiati da una qualsiasi patologia.
La difficoltà è nella natura stessa di queste cellule, che a differenza delle loro “colleghe” sparse per il corpo non ricrescono semplicemente, ma hanno bisogno di condizioni precise per poter ricostituire quei fitti reticoli che assicurano al cervello la ... (Continua)

16/01/2013 Molecola efficace per l'ipoacusia da rumore

Nuovo farmaco per un tipo di sordità
In sperimentazione c'è un nuovo farmaco che potrebbe aiutare le persone affette da ipoacusia da rumore, un tipo di sordità determinato dall'esposizione continuativa, il più delle volte per motivi professionali, ad alti livelli di decibel.
Un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School sta studiando la possibilità di utilizzare un farmaco, denominato al momento LY411575, per ridurre gli effetti della patologia. Per il momento, su modello murino il farmaco sembra essere efficace. In un ... (Continua)

29/11/2012 Identificato metodo per la riduzione della morte neuronale
La progranulina contro le malattie neurodegenerative
A contrastare alcune malattie neurodegenerative come la Sla, l'Huntington o la demenza potrebbe essere un interruttore chimico, la progranulina, il cui livello maggiore può preservare i neuroni che esprimono la proteina mutante huntingtina.
Lo studio che evidenzia questa possibilità è a firma del ricercatore dell'Università di Montreal Alex Parker e pubblicato su Human Molecular Genetics. Spiega il dott. Parker: “il nostro modello ha rivelato che aumentando un composto chimico cellulare ... (Continua)

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