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ARTICOLI TROVATI : 454

Risultati da 231 a 240 DI 454

27/11/2012 Danni non solo a cuore e polmoni
Anche il cervello soffre il fumo
Fumare non mette a rischio solo polmoni e cuore, ma anche il cervello. Una ricerca del King's College di Londra rivela che l'abitudine di aspirare tabacco porta a un aumento delle probabilità di sviluppare demenza senile e Alzheimer.
I ricercatori sono partiti dal desiderio di comprendere quale tipo di legame vi fosse fra un evento cardiovascolare come un ictus o un infarto e la salute del cervello. L'analisi si è servita di un campione di 8800 soggetti seguiti per un periodo di otto anni. ... (Continua)
16/11/2012 Pinze molecolari eliminano le proteine responsabili del morbo

Nuova molecola anti-Alzheimer
Si prospettano nuovi farmaci in grado di fermare la degenerazione indotta dal morbo di Alzheimer. Una ricerca italo-americana si è dedicata, infatti, alla messa a punto di una sorta di “pinza” molecolare che pare efficace nell'afferrare ed eliminare le proteine responsabili della patologia attraverso una progressiva intossicazione del cervello.
Il risultato è frutto del lavoro del team diretto da Claudio Grassi, direttore dell'Istituto di Fisiologia umana della Cattolica di Roma, e di quello ... (Continua)

07/11/2012 Studio europeo pone le basi per un nuovo approccio terapeutico

Nuova cura possibile contro l'Huntington
Un team di ricercatori spagnoli è riuscito a ridurre l'espressione cromosomica del gene mutante che causa il morbo di Huntington, grave malattia neurodegenerativa che costringe il corpo a movimenti scoordinati e la mente a un progressivo declino cognitivo.
La malattia è causata da ripetizioni multiple della sequenza dell'acido deossiribonucleico (DNA), cioè dei nucleotidi CAG, nel gene che codifica la proteina "Huntingtina". Questa sequenza è presente oltre 35 volte in chi soffre di questa ... (Continua)

06/11/2012 14:23:29 Ricerca evidenzia l'importanza del gene presenilina 1
A vent'anni i primi segni dell'Alzheimer
Il meccanismo biologico che conduce all'Alzheimer sembra piuttosto lento. Pare infatti che la malattia possa essere diagnosticata anche 20 anni prima dell'insorgenza dei primi sintomi. A dirlo è una ricerca condotta dal Banner Alzheimer's Institute in Arizona, dalla Boston University e dalla University of Antioquia.
Lo studio, pubblicato su Lancet Neurology, ha preso in esame un gruppo di 44 ragazzi fra i 18 e i 26 anni, scoprendo che il 30 per cento di loro possiede una mutazione del gene ... (Continua)
25/10/2012 10:15:45 Tenersi in forma ritarda la comparsa di malattie croniche

Si avvicina la mezza età: allontaniamo gli acciacchi
Ecco, siamo arrivati a cinquant’anni, quella che un tempo era definita la mezza età, e non sappiamo come comportarci e quale stile di vita portare avanti per mantenerci in forma.
Uno studio della University of Texas Southwestern di Dallas e pubblicato su Archives of Internal Medicine si è posto l’obiettivo di accertare che, in presenza di una adeguata forma fisica, non solo vivesse di più, ma anche meglio.
I risultati hanno confermato che essere in forma porta ad un ritardo ... (Continua)

15/10/2012 12:35:45 Attivando una classe di Rna si regola la traduzione delle proteine

Individuato nuovo meccanismo biologico universale
È stato pubblicato ieri sulla prestigiosa rivista scientifica Nature uno studio condotto da una équipe di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, della Sissa di Trieste e del Riken Yokohama Institute, che amplia in modo determinante la conoscenza sull’acido ribonucleico (RNA).
Il punto di partenza è un lavoro condotto nel 2005 da un gruppo di ricercatori internazionale coordinato dal Riken Yokohama Institute che comprendeva Elia Stupka, attuale condirettore del Centro di Genomica ... (Continua)

11/10/2012 13:01:32 Il farmaco utile nei primi stadi della malattia

Alzheimer, c'è anche Solanezanumab
Un trial clinico ha mostrato l'efficacia del farmaco Solanezanumab nell'ostacolare il declino mentale indotto dalle prime fasi del morbo di Alzheimer. I primi segni della malattia vengono depotenziati del 30 per cento. È la prima volta che un farmaco si dimostra in grado di modificare il corso della patologia.
Lo studio, presentato nel corso della riunione annuale dell'American Neurological Association di Boston, è stato condotto da un team di scienziati indipendenti guidati da Rachelle ... (Continua)

28/09/2012 09:59:14 Il fenomeno del microchimerismo, potenzialmente dannoso per la madre

Le donne acquisiscono Dna maschile dai propri figli
Un gruppo di ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center ha scoperto per la prima volta che le donne con figli maschi conservano nel cervello alcuni piccoli frammenti del Dna dei propri figli, secondo il fenomeno definito microchimerismo.
Questo fenomeno, i cui dettagli sono illustrati sulle pagine della rivista PLoS One dove è stata pubblicata la ricerca, è nella maggior parte dei casi privo di conseguenze, ma a volte può generare anche qualche problema di salute per la madre, in ... (Continua)

07/09/2012 Nessun effetto positivo sulla memoria

Il Ginko biloba non previene l'Alzheimer
Uno studio francese pubblicato su Lancet afferma che il Ginko biloba preso sotto forma di integrazione alimentare non aiuta a prevenire il morbo di Alzheimer e non ne frena la progressione. I ricercatori francesi del Centro di ricerca sulla malattia di Alzheimer di Tolosa hanno analizzato un campione di 2854 soggetti, dei quali 1406 hanno assunto ogni giorno circa 240 mg di estratto di Ginko biloba, mentre agli altri 1414 è stato somministrato soltanto placebo.
I volontari sono stati ... (Continua)

08/08/2012 Fallimento della molecola in sperimentazione
Alzheimer, bapineuzumab non funziona
È fallimentare il risultato della sperimentazione di fase III su bapineuzumab, molecola che avrebbe dovuto combattere l'Alzheimer, perlomeno nelle sue forme meno gravi. Ad annunciare lo stop alla sperimentazione sono state la Pfizer e la Johnson & Johnson, le due case farmaceutiche che detengono i diritti sulla sostanza.
I laboratori americani delle due aziende hanno evidenziato una mancanza di efficacia del prodotto sui pazienti colpiti da forme lievi o moderate della malattia. Già nelle ... (Continua)

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