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ARTICOLI TROVATI : 454

Risultati da 241 a 250 DI 454

01/08/2012 12:15:28 Studio dimostra il ruolo degli estrogeni nelle malattie neurodegenerative
I neuroni “chiedono aiuto” agli estrogeni per sopravvivere
Gli estrogeni, ormoni sessuali steroidei conosciuti soprattutto per il loro ruolo nella regolazione dello sviluppo e delle funzioni del sistema riproduttivo, influenzano anche l’attività dei neuroni, svolgendo perciò un ruolo significativo nell’insorgenza e nel decorso di malattie neurodegenerative e demenze, quale il morbo di Alzheimer. È questo quanto hanno osservato in laboratorio i ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con ricercatori americani, descrivendo poi il ... (Continua)
12/07/2012 Possibile una diagnosi precoce di Alzheimer grazie alla Pet

Mutazione genetica protegge dall'Alzheimer
Un team di ricercatori islandesi ha individuato una mutazione genetica che aiuta a proteggere il cervello dalla formazione delle placche di beta-amiloide, la sostanza che accumulandosi causa l'insorgenza del morbo di Alzheimer.
Gli scienziati del gruppo “deCODE Genetics” di Reykjavik guidati da Kari Stefansson hanno analizzato il genoma di 1795 soggetti concentrandosi sul gene APP, il quale codifica la proteina precursore dalla quale si forma la beta-amiloide. I ricercatori, che hanno ... (Continua)

14/06/2012 L'alterazione di una proteina causa una malattia di origine genetica

Scoperta una nuova malattia intestinale e la sua causa
In via di pubblicazione sul New England Journal of Medicine uno studio che identifica e descrive per la prima volta una malattia genetica fino ad oggi sconosciuta causata da amiloidosi. Quest’ultima è un fenomeno patologico che determina la perdita di struttura in una data proteina, con la formazione di fibre allungate e robuste (fibrille amiloidi), che si depositano nell’organismo con effetti nocivi per gli organi interessati, e in ultima analisi per la salute generale.
Lo studio è stato ... (Continua)

11/06/2012 Si cerca una diagnosi precoce della patologia

La nanoscopia per l'Alzheimer
È appena partito un progetto di ricerca che sperimenterà un nanoscopio per esaminare le cellule dei pazienti, facilitando così la diagnosi precoce del morbo di Alzheimer.
Il progetto LANIR ("Label free nanoscopy using infra red") riunirà ricercatori provenienti da 11 istituti partner sparsi tra Belgio, Germania, Irlanda, Francia, Italia e Romania. Il consorzio è composto sia da piccole e medie imprese (PMI) che da partner accademici.
Programmato per durare fino al 2015, lo scopo ... (Continua)

14/05/2012 09:56:16 Soluzione nanotecnologica per le malattie da stress ossidativo

Le nanoparticelle che proteggono le cellule
Le nanoparticelle di ossido di cerio (nanoceria), utilizzate attualmente in vari campi industriali, sarebbero in grado di proteggere le cellule dallo stress ossidativo e quindi in previsione dalle diverse patologie correlate, in particolare il cancro.
È questa la scoperta di un gruppo di ricercatori dell’Università Roma Tor Vergata - in collaborazione con l’Istituto BioLink di Roma e l’International Research Center for Materials Architectonics (MANA) di Tsukuba, in Giappone - evidenziata in ... (Continua)

27/04/2012 Ricerca italo-americana indaga il ruolo del Dna nell'insorgenza della malattia

Varianti genetiche favoriscono il cancro alla prostata
Due alterazioni genetiche rendono più probabile lo sviluppo di un cancro alla prostata, e soprattutto lo rendono più aggressivo. La scoperta è merito del lavoro della ricercatrice italiana Francesca Demichelis del Cibio (Centro interdipartimentale per la biologia integrata) dell'Università di Trento, che si è avvalsa della collaborazione di alcuni colleghi americani della Cornell University.
Lo studio, pubblicato su Pnas, si è concentrato sul nesso fra patrimonio genetico e probabilità di ... (Continua)

24/04/2012 14:55:22 L’esposizione prolungata è utile per la prevenzione

L’efficacia dell’immunoglobulina umana nell’Alzheimer
In particolari forme della malattia di Alzheimer la somministrazione a lungo termine di immunoglobulina umana ha mostrato essere un fattore protettivo. Lo evidenzia uno studio effettuato da alcuni ricercatori del Mount Sinai School of Medicine di New York e pubblicato sulla rivista della Federation of American Societies for Experimental Biology.
Purtroppo si sa bene che la malattia di Alzheimer non ha possibilità di essere curata, è una patologia neurodegenerativa progressiva che riguarda ... (Continua)

20/04/2012 18:07:09 Le predisposizioni genetiche poco considerate prima

I geni associati all'Alzheimer
Un altro studio sulla malattia di Alzheimer e la componente genetica pubblicato su Nature Genetics dalla University of California of Los Angeles riporta che questo fattore avrebbe un ruolo primario nell’insorgenza della patologia: i geni, infatti, avrebbero in mano l’efficienza della parte del nostro cervello deputata alla gestione della memoria. Ovvero l’ippocampo. A loro si dovrebbe, o meglio al loro funzionamento, l’insorgenza in parte dell’Alzheimer. La loro presenza, ad un certo tratto ... (Continua)

17/04/2012 Sarà forse possibile una cura per molte sindromi come la Rett

La tossina dell’E. Coli possiede un’azione sugli astrociti
Esistono malattie per le quali le terapie a tutt’oggi non esistono come la Sindrome di Rett, un disturbo grave del neuro-sviluppo.
È quanto emerge da una pubblicazione sulla rivista PLoS ONE che riporta una ricerca effettuata dagli studiosi dei Dipartimenti del Farmaco e di Biologia Cellulare e Neuroscienze dell'Istituto Superiore di Sanità, in cui è stata studiata l’azione sulla plasticità neuronale di una tossina, il CNF1, prodotta dal batterio Escherichia Coli, che è un comune saprofita ... (Continua)

05/04/2012 Se trattati precocemente i malati migliorano cognitivamente

Le statine sono risultate utili nell’Alzheimer
Le comuni statine utilizzate per le patologie cardiovascolari sono utili nella malattia di Alzheimer.
È quello che si evince da una ricerca della McGill University e pubblicata sul Journal of Neuroscience.
I principi attivi sono stati testati su topi ammalati di Alzheimer e sono risultati efficaci migliorando il flusso sanguigno cerebrale, migliorando alcune funzioni corticali degli animali. "L'analisi dimostra - ha detti Edith Hamel, a capo dello studio - che le statine sono in ... (Continua)

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