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ARTICOLI TROVATI : 454

Risultati da 251 a 260 DI 454

20/02/2012 15:53:59 I “quantum dots” usati per una diagnosi precisa

Studiare il tumore cerebrale con il virus Sendai
Il virus Sendai si è dimostrato un vettore eccezionale per i Quantum dots (Qdots); lo afferma una ricerca pubblicata sul Journal of Nanobiotechnology che evidenzia come un tumore cerebrale possa essere studiato grazie a queste nuove metodiche. I Qdots trasportati da proteine virali si legano ai recettori dei fattori di crescita tumorali (EGFR). Grazie a questo modo di targare le cellule sarà possibile studiare meglio i tumori cerebrali e i trattamenti terapeutici. I Qdots sono corpuscoli ... (Continua)

15/02/2012 Stessi effetti del morbo della mucca pazza ma maggior tossicità

Scoperta proteina prionica supertossica
Un team di ricerca americano è autore di una scoperta importante quanto inquietante. I ricercatori dello Scripps Research Institute, in Florida, hanno infatti rivelato l'esistenza di una proteina prionica che produce lo stesso effetto neurodegenerativo del prione che causa il morbo della mucca pazza, ma con una tossicità dieci volte più alta.
Si tratta di una molecola proteica più piccola di altri prioni definiti oligomeri, ma molto più pericolosa. La ricerca, pubblicata su Proceedings of ... (Continua)

10/02/2012 15:51:48 Il Bexarotene faciliterebbe la clearance della sostanza beta-amiloide

Un farmaco anti-tumorale per l’Alzheimer murino
La malattia di Alzheimer è associata ad una clearance ridotta della sostanza β-amiloide nel cervello, un processo questo, normalmente facilitato dalla apo-lipoproteina E (Apo-E). L’espressione genica dell’Apo-E viene indotta trascrizionalmente attraverso l'azione di alcuni recettori nucleari, il recettore attivato dal proliferatore di perossisoma (PPAR) e recettori X (LXR) del fegato in coordinamento con recettori dei retinoidi X (RXR).
In uno studio statunitense effettuato presso la ... (Continua)

03/02/2012 12:58:32 Possibili strategie vincenti per combatterla

Nuove prospettive per la farmacoresistenza nell'epilessia
Esistono forme di epilessia che in una percentuale piuttosto elevata vanno incontro al fenomeno della farmacoresistenza; per cui le crisi non riescono più a essere controllate dai farmaci. Un problema grave di difficile soluzione, che finalmente potrebbe essere vinto.
A affermarlo alcuni ricercatori provenienti da più nazioni quali Stati Uniti, Canada, Francia, Svizzera, Belgio, Germania e Italia, che hanno descritto i risultati da loro ottenuti attraverso l’utilizzo di due tecniche di ... (Continua)

30/01/2012 13:11:05 Una proteina che regola l’accumulo della beta-amiloide e un possibile vaccino

Nuove importanti scoperte sull’Alzheimer
È stata scoperta una proteina nel cervello che potrebbe svolgere un ruolo chiave nel regolare la formazione della sostanza, considerata l’elemento principale per lo sviluppo della malattia di Alzheimer.
I ricercatori della Temple University, guidato da Domenico Pratico, hanno scoperto tre anni fa la presenza nel cervello di una proteina, chiamata 12/15-lipossigenasi.
"Abbiamo evidenziato che questa proteina è molto attiva nel cervello delle persone che soffrono di la malattia di ... (Continua)

18/01/2012 La visione migliora grazie all'ìntegrazione della vitamina

Vitamina D per la salute degli occhi
Non è fondamentale solo per la salute delle ossa, ma anche per quella dei nostri occhi. Secondo una ricerca dell'Istituto di Oftalmologia dello University College di Londra, la vitamina D agirebbe nel senso della conservazione di una buona qualità di visione.
La ricerca, pubblicata su Neurobiology of Aging, ha sperimentato l'integrazione della vitamina D su modello murino, somministrando il composto a roditori di mezza età per un periodo di sei settimane. Dai risultati si evince un ... (Continua)

05/01/2012 La perdita di calcio sarebbe un effetto e non la causa

Nuova teoria sull'osteoporosi
Non è la perdita di calcio la causa dell'osteoporosi. Ne sono convinti alcuni ricercatori spagnoli dell'Università di Castilla-La Mancha che, traendo spunto dallo studio delle corna di cervo, sono giunti alla conclusione che la causa reale sia un deficit di manganese, il quale risulta appunto fondamentale per l'assorbimento del calcio nelle ossa.
Tomás Landete, il coordinatore della ricerca pubblicata su Frontiers of Bioscience, spiega: “precedenti studi sulle corna dimostrano che il ... (Continua)

15/12/2011 15:03:32 Si potranno definire meglio nuovi approcci terapeutici

Una proteina aiuta a valutare le malattie neurodegenerative

In alcune patologie neurodegenerative, per esempio la malattia di Parkinson e Alzheimer le proteine presenti nel fluido cerebrospinale (il liquido che permea e circonda il cervello e il midollo spinale) sono modificate in conseguenza dell’aumento delle condizioni ossidative. Lo afferma uno studio, pubblicato sull’importante rivista The Journal of Neuroscience, che è stato condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Scientifico Universitario del San Raffaele di Milano in collaborazione ... (Continua)

05/12/2011 Le difficoltà economiche rendono reale il pericolo della malnutrizione

Anziani a rischio malnutrizione e cachessia
In tempo di crisi, una parte di popolazione teme lo spettro del frigo vuoto. Un rischio reale in particolare per gli anziani, che corrono così il pericolo di incorrere negli effetti della malnutrizione. È il Congresso nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria a lanciare questo allarme, sottolineando che gli anziani a rischio sono circa un milione nel nostro paese, ai quali vengono a mancare in media circa 400 calorie giornaliere, per lo più derivanti da una carenza di ... (Continua)

25/11/2011 12:57:59 Lievi scosse elettriche dirette sul cervello arresterebbero la progressione

Impulsi elettrici per la demenza di Alzheimer
Per chi è affetto da malattie neurodegenerative come l'Alzheimer si profila la strada della stimolazione elettrica di alcune aree del cervello. E' stato dimostrato infatti che questa tecnica è in grado d migliorare le capacità di memoria.
La scoperta è avvenuta in modo del tutto casuale. Ricercatori canadesi del Toronto Western Hospital stavano trattando un paziente cinquantenne obeso affetto da diabete di tipo 2 e con problemi di insonnia non risolvibili né con la dieta che con l'aiuto ... (Continua)

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