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ARTICOLI TROVATI : 454

Risultati da 31 a 40 DI 454

25/02/2016 La corrente sembra aumentare anche le capacità cognitive

La memoria migliora grazie a qualche scossa
Un team di ricercatori italiani ha evidenziato l'efficacia di una debole corrente elettrica applicata sulla testa nel migliorare la memoria.
Gli scienziati dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico A. Gemelli di Roma – hanno dimostrato che si può aumentare la memoria di topolini con una singola seduta della durata di 20 minuti di stimolazione elettrica transcranica con corrente continua – una tecnica non invasiva già clinicamente sperimentata per varie patologie – che consiste ... (Continua)

15/02/2016 14:26:00 Livelli più elevati proteggono dalle alterazioni del morbo

Alzheimer, la proteina Bdnf è un alleato della memoria
Concentrazioni più elevate di Bdnf (Brain Derived Neurotrophic Factor) assicurano maggiori capacità cognitive. Lo dice uno studio pubblicato su Neurology da un team del Rush University Medical Center di Chicago guidato da Aron Buchman.
Secondo l'ipotesi di lavoro, livelli più alti di Bdnf potrebbero garantire al cervello protezione contro le alterazioni del morbo di Alzheimer.
Lo studio ha visto la partecipazione di 535 persone con un'età media di 81 anni, seguite fino al momento della ... (Continua)

12/02/2016 15:18:00 Parametri migliori con un consumo moderato

Il pesce allontana l'Alzheimer
Consumare pesce in maniera regolare seppur moderata è associato a una presenza inferiore di segni patologici della malattia di Alzheimer. A dirlo è una ricerca pubblicata su Jama dalla dott.ssa Martha Clare Morris del Rush University Medical Center di Chicago.
Lo studio, realizzato su pazienti anziani deceduti, segnala inoltre che l'aumento dei livelli di mercurio dovuto al consumo di pesce non è correlato al grado di degenerazione cerebrale della malattia.
Il campione era formato da 544 ... (Continua)

11/02/2016 17:20:00 Associazione evidente fra le infezioni croniche e il declino cognitivo

Le infezioni virali stimolano l'invecchiamento cerebrale
L'invecchiamento cerebrale negli anziani può essere rallentato grazie alla prevenzione delle infezioni virali come l'herpes o il citomegalovirus. A sostenerlo è uno studio pubblicato su Alzheimer’s Disease and Associated Disorders da un team della University of Pittsburgh School of Medicine.
Il coordinatore della ricerca Vishwajit Nimgaonkar ha scoperto un'associazione fra le infezioni croniche da herpes genitale, citomegalovirus e toxoplasma, e il declino cognitivo nell'anziano.
Per ... (Continua)

04/02/2016 14:41:00 Aumentano le probabilità di insorgenza della demenza senile

I traumi cranici favoriscono l'Alzheimer
A dispetto di quel che si pensa, i traumi cranici possono lasciare conseguenze a lungo termine, aumentando ad esempio il rischio di insorgenza dell'Alzheimer. A dirlo è un nuovo studio dell'Imperial College di Londra pubblicato su Neurology secondo cui il pericolo di demenza senile attraverso la formazione di placche amiloidi nel cervello è accentuato dai traumi subiti alla testa.
Le analisi, che hanno coinvolto un campione di soggetti sani, malati di Alzheimer e in buona salute ma con un ... (Continua)

02/02/2016 10:13:00 Basato sulle informazioni raccolte dal medico di base

L'algoritmo che predice l'Alzheimer
Le informazioni raccolte dal medico di base possono costituire la base di lavoro per un algoritmo destinato a predire il rischio di Alzheimer. A sostenerlo è uno studio pubblicato su Bmc Medicine da un team dello University College di Londra.
Gli scienziati, coordinati da Kate Walters, hanno utilizzato i dati di oltre 930mila assistiti che facevano parte del database dell'Health Improvement Network (Thin) e non mostravano segni di demenza né disturbi cognitivi.
Le informazioni sulla loro ... (Continua)

28/01/2016 16:43:00 Il plurilinguismo migliora la capacità del cervello di resistere ai danni

Parlare più lingue aiuta in caso di ictus
Essere colpiti da un ictus è un evento traumatico e potenzialmente molto dannoso. Tuttavia, se si è in grado di parlare due o più lingue gli effetti potrebbero essere più limitati. A dimostrarlo è una ricerca del National Institute of Mental Health and Neurosciences di Bangalore, in India, che si è concentrata su un campione di abitanti della città di Hyderabad. In questa località, oltre all'inglese e all'hindi, si parlano l'urdu e il telugu.
La maggior parte degli abitanti conosce almeno ... (Continua)

26/01/2016 12:30:00 Controlla la forma dell'ippocampo, struttura responsabile della memoria

Scoperto il gene custode del Gps cerebrale
Per il corretto sviluppo dell'ippocampo è necessario un gene specifico. A scoprirlo è stato un gruppo di ricerca coordinato da Elvira De Leonibus, Faculty e Head of Behavioral facility presso l’Istituto Telethon di Pozzuoli e responsabile del Laboratorio di Neuropsicofarmacologia dell’Istituto di Genetica e Biofisica (IGB) del CNR.
L’ippocampo, porzione della corteccia cerebrale a forma di un curioso cavalluccio marino, svolge un ruolo fondamentale negli organismi viventi perché è necessario ... (Continua)

21/01/2016 17:07:00 Studio su pazienti affetti da trisomia 21

L'Alzheimer spiegato dalla sindrome di Down
Un nuovo trial clinico proverà a trovare una soluzione per la cura del morbo di Alzheimer. Ad annunciarlo sono i ricercatori della University of California di San Diego, che somministreranno a 24 adulti con sindrome di Down un vaccino ideato per evitare l'accumulo di placche di proteina beta-amiloide nel cervello.
Il vaccino si chiama ACI-24 e stimola la produzione di anticorpi diretti contro gli accumuli tossici del peptide beta-amiloide. I ricercatori hanno scelto i pazienti Down perché ... (Continua)

18/01/2016 12:19:00 Ipotesi avanzata da uno studio svedese

L'ansia può causare anche l'Alzheimer
Vivere con l'ansia non pregiudica soltanto la qualità di vita presente, ma può favorire la comparsa di malattie anche gravi. Oltre a ridurre l'efficienza del sistema immunitario, e quindi ad aumentare il rischio di infezioni, l'ansia sembra associata anche a un maggior rischio di Alzheimer.
A dirlo è uno studio svedese pubblicato su Alzheimer’s and Dementia e realizzato su un campione di 541 coppie di gemelli, seguiti per 28 anni a partire dal 1984. I ricercatori hanno utilizzato una serie ... (Continua)

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