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ARTICOLI TROVATI : 454

Risultati da 391 a 400 DI 454

22/12/2004 
Anche Aleve è rischioso per il cuore?
Non c'è pace per chi vuole alleviare i propri dolori. Prima è toccato al Vioxx, prodotto da Merck, poi a Celebrex e Bextra, di Pfizer. Ora un altro antidolorifico di largo consumo, questa volta prodotto da Bayer, è stato posto sotto osservazione dalla Food and Drug Administration, l'ente federale americano responsabile della sicurezza di alimenti e farmaci per i rischi a carico del sistema cardiovascolare.
Si tratta dell'Aleve, un farmaco reperibile negli Stati Uniti over-the-counter, ... (Continua)
14/12/2004 

L'incapacità di sentire alcuni odori spia dell'Alzheimer
La diagnosi precoce della malattia di Alzheimer potrebbe essere semplice come annusare un fiore. Dei ricercatori statunitensi hanno annunciato di aver scoperto che i pazienti nella fase iniziale della malattia hanno difficoltà nel sentire alcuni odori specifici tra cui la fragola, il fumo, il sapone, il mentolo, il chiodo di garofano, l'ananas, il gas naturale, il limone ed il cuoio. L'incapacità di distinguere tra loro gli odori è dovuta al fatto che i nervi deputati a veicolare la sensazione ... (Continua)

30/11/2004 
Le mele contro il morbo di Alzheimer
Una mela al giorno, o anche di più, meglio se fresca e rossa, toglie l'Alzhimer di torno. Il vecchio consiglio della nonna sembra calzare a pennello per la grave malattia neurodegenerativa.
È la conclusione a cui è giunto uno scienziato statunitense, dopo aver studiato le proprietà della mela e di altri tipi di frutta e gli effetti sulla salute. Merito della "quercetina", potentissima sostanza antiossidante presente in grandi quantita' nelle mele - ... (Continua)
24/11/2004 

Scoperta una fonte di cellule staminali, è nei muscoli
Da un frammento di muscolo dal peso di soli 300 milligrammi è possibile ricavare per ognuno di noi una sorgente di cellule staminali adulte. Si tratta di cellule che, avendo la straordinaria capacità di differenziarsi in cellule muscolari e neurali, una volta coltivate in laboratorio, potrebbero in futuro tornare utili a chi è stato vittima di paralisi in seguito a lesioni traumatiche gravi, a chi è affetto da malattie degenerative come le malattie di Alzheimer e di Parkinson, a chi è colpito ... (Continua)

23/11/2004 
L'obesità accresce il rischio di demenza nelle donne
C'è un buon motivo in più per non mettere su troppi chili, soprattutto per le donne. Un nuovo studio è giunto alla conclusione che le donne obese per la maggior parte della loro vita con una maggiore probabilità soffriranno di una perdita di tessuto cerebrale, uno dei primi segnali del rischio di demenza, o della malattia di Alzheimer.
Lo studio, condotto in Svezia e pubblicato sulla rivista Neurology, ha coinvolto 290 donne d'età compresa fra i 46 e i 60 anni e si riferisce ad un ... (Continua)
18/11/2004 
Il ruolo degli ormoni nel collegamento cervello-muscoli
Alzheimer, Parkinson, malattia di Kennedy, e Sclerosi Laterale Amiotrofica sono alcune delle malattie che hanno a che fare con il ruolo degli ormoni maschili nei comandi inviati dal cervello ai muscoli chiarito da una nuova scoperta. Tra le tante proteine che trasferiscono l’azione degli andrògeni - gli ormoni maschili come il testosterone che controllano il comportamento sessuale e aggressivo, la memoria, l’umore e l’apprendimento – sulle cellule nervose (i motoneuroni) che trasmettono i ... (Continua)
16/11/2004 
Scoperto il meccanismo dell'invecchiamento delle arterie
E' già noto che il gene p66 aumenta la produzione di radicali liberi, quindi l'invecchiamento e il rischio di malattie degenerative come l'aterosclerosi o l'Alzheimer. Il gene p66 è legato a doppio filo con il gene p53 che ha il compito di istruire il p66 a produrre sostanze ossidanti ma che ha anche la funzione di proteggerci dai tumori. L'eccessiva produzione di radicali liberi dell'ossigeno, e quindi lo stress ossidativo, e' uno dei motivi dell'invecchiamento delle arterie che si ... (Continua)
27/10/2004 

Una tazza di te al giorno può aiutare contro l'Alzheimer
Una tazza di tè al giorno, sia esso verde o nero, può aiutare a combattere i sintomi del morbo di Alzheimer, in particolare quelli legati alla memoria e ostacolare lo sviluppo della malattia. Un effetto simile a quello ottenibile con i farmaci attualmente in uso, ma senza gli effetti collaterali. Si tratta delle conclusioni cui è giunto uno studio condotto dal Medicinal Plant Research Centre presso la Newcastle University, che ha scoperto come sia il te' verde che quello nero hanno il ... (Continua)

15/10/2004 
Harvard chiede autorizzazione per la clonazione terapeutica
Potrebbe aprirsi anche negli Stati Uniti la possibilità di utilizzare le cellule staminali embrionali. Ricercatori di Harvard hanno chiesto l'autorizzazione alle autorità etiche dell'università di clonare embrioni umani a fini terapeutici.
L'istituto che ad Harvard si occupa delle cellule staminali, The Harvard Stem Institute, ha iniziato a prender in esame la possibilità di condurre una serie di esperimenti destinati a produrre cellule umane utilizzabili per studiare, e ... (Continua)
08/10/2004 
Nuova scoperta sul suicidio cellulare
Capire a fondo il suicidio cellulare permetterà di sviluppare farmaci per numerose malattie genetiche.
Le cellule vengono frequentemente raggiunte da minacce di morte che possono indurle al suicidio: tali minacce vengono raccolte da una serie di “postini” molecolari, gli ioni calcio, e consegnate a strutture tubulari molto lunghe, una sorta di gallerie fatte da mitocondri, le centrali energetiche della cellula che possono trasformarsi in centrali di autodistruzione. Ma l’interruzione ... (Continua)

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