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ARTICOLI TROVATI : 129

Risultati da 1 a 10 DI 129

21/06/2016 10:56:00 Risultati preliminari su efficacia e sicurezza

La terapia genica per la leucodistrofia metacromatica
La terapia genica messa a punto nei laboratori dell’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica di Milano (SR-Tiget) conferma la sua efficacia per il potenziale trattamento precoce della leucodistrofia metacromatica (MLD).
Si tratta di una rara malattia neurodegenerativa causata dall’alterazione di un gene chiamato ARSA (arilsulfatasi), che porta alla perdita progressiva delle capacità cognitive e motorie dei bambini che ne sono colpiti.
I risultati pubblicati sulla rivista ... (Continua)

15/06/2016 15:55:00 L'antidiarroico associato a potenziali disturbi al cuore

Loperamide può causare problemi cardiaci
Il farmaco Loperamide, utilizzato come antidiarroico, potrebbe causare problemi cardiaci anche gravi. Lo afferma un warning pubblicato dalla Food and Drug Administration americana, che mette in guardia da un uso eccessivo e improprio del medicinale.
Loperamide è un agonista dei recettori oppioidi, ed è disponibile sia su prescrizione sia come farmaco da banco. In dosaggi superiori a quelli consigliati il farmaco si rivela cardiotossico.
Nel documento pubblicato sul proprio sito, la Fda ... (Continua)

10/06/2016 11:14:00 La terapia però è molto aggressiva e comporta dei rischi

Le staminali fermano la sclerosi multipla
Una terapia a base di staminali dà nuove speranze a chi è malato di sclerosi multipla. Uno studio pubblicato su Lancet e realizzato dai ricercatori dell'Università di Ottawa, in Canada, mostra l'efficacia del trapianto di staminali in un gruppo di 23 pazienti affetti dalla patologia autoimmune.
La terapia utilizzata riesce a bloccare le ricadute cliniche e lo sviluppo di nuove lesioni cerebrali, tuttavia risulta molto aggressiva. Uno dei pazienti, infatti, è morto a causa di complicanze. Nel ... (Continua)

24/05/2016 15:15:00 Sono necessari esami più approfonditi dell'elettrocardiogramma

Morte cardiaca improvvisa, forse lo screening non serve
L'arresto cardiaco improvviso nei giovani atleti potrebbe essere un evento fatale e non evitabile. Lo sostiene uno studio pubblicato sul British Medical Journal da un team del Belgian Health Care Knowledge Centre diretto dal dott. Hans van Brabandt, che spiega: «La morte cardiaca improvvisa di un giovane su un campo sportivo è un evento devastante».
A livello statistico, la morte cardiaca improvvisa colpisce lo 0,001 per cento dei giovani atleti ogni anno, un'eventualità molto rara causata ... (Continua)

02/05/2016 15:15:00 I feti esposti non rischierebbero solo la microcefalia

Il virus Zika all'origine di diversi problemi neurologici
La microcefalia non è l'unica infausta conseguenza possibile del virus Zika. Stando a uno studio brasiliano, l'infezione potrebbe provocare anche l'insorgenza di problemi neurologici di altra natura.
Le stime parlano di un 1 per cento di donne affette dal virus che danno vita a bambini colpiti da microcefalia. Tuttavia, i medici brasiliani ora avanzano l'ipotesi che almeno il 20 per cento delle gestanti entrate in contatto con Zika corra il rischio di avere ... (Continua)

01/04/2016 16:15:00 L'aggiunta del gas riduce i problemi neurologici

Coma, gas xeno e ipotermia per ridurre i danni al cervello
Nei pazienti in coma a seguito di un arresto cardiaco, l'utilizzo del gas nobile xeno, in aggiunta all'ipotermia, si rivela efficace per ridurre i danni neurologici. Lo mostra uno studio pubblicato su Jama da un team di scienziati dell'Università di Turku, in Finlandia, guidato dal prof. Timo Laatio.
I dati indicano che fra i sopravvissuti rimasti in coma dopo un arresto cardiaco extra-ospedaliero, il trattamento inalatorio con gas xeno associato all'ipotermia ha causato un minor numero di ... (Continua)

31/03/2016 10:16:08 Come ridurre complicanze e tempi di degenza

La ventilazione in anestesia
Uno studio apparso su The Lancet analizza le metodiche migliori per quanto riguarda l'anestesia durante gli interventi chirurgici. Paolo Pelosi, docente di anestesiologia all’Università di Genova e responsabile del Comitato di Produzione e Ricerca Scientifica (CPRS) della Società Italiana di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), è stato tra i principali autori dello studio Driving Pressure.
La ricerca dimostra come metodiche a nessun costo, ma solo basate sulla conoscenza ... (Continua)

26/01/2016 10:00:00 In alcuni casi scattano dei campanelli di allarme anche settimane prima

I sintomi che annunciano l'arresto cardiaco improvviso
Si definisce arresto cardiaco improvviso, ma a volte l'organismo ne segnala comunque l'imminente insorgenza. A rivelarlo è uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine da un team del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles guidato da Sumeet Chugh.
Stando ai dati preliminari dell'Oregon Suds (Sudden Unexpected Deathprospective Study), vi sarebbero sintomi visibili nelle quattro settimane antecedenti la crisi. I ricercatori li hanno analizzati basandosi sulle informazioni fornite ... (Continua)

19/01/2016 Vivere ai piani alti può aumentare il pericolo di morte a causa di un infarto

I grattacieli sono un rischio per il cuore
Avere un infarto mentre ci si trova in uno dei piani alti di un grattacielo non è davvero una coincidenza fortunata. Secondo uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, infatti, chi risiede in un grattacielo corre un rischio maggiore di morire per infarto rispetto alla media. Il perché è presto detto: le probabilità di sopravvivenza sono inversamente proporzionali all'altezza del palazzo, dal momento che più si abita in alto più difficoltà incontreranno i paramedici a ... (Continua)

29/12/2015 17:40:00 Ricerca italiana individua la componente cellulare responsabile

Cardiomiopatia aritmogena, scoperto un meccanismo chiave
Un team di ricercatori italiani ha realizzato un'importante scoperta sulla cardiomiopatia aritmogena. Gli scienziati del Centro Cardiologico Monzino di Milano hanno infatti scoperto che le cellule dello stroma cardiaco sono più propense all'accumulo di grasso e al differenziamento in adipociti nelle persone affette da cardiomiopatia aritmogena.
Lo studio, pubblicato sullo European Heart Journal, ha messo in luce un meccanismo chiave nella genesi della malattia. La cardiomiopatia aritmogena ... (Continua)

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