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ARTICOLI TROVATI : 1020

Risultati da 511 a 520 DI 1020

22/06/2012 Diversi studi convergono sulla stessa ipotesi

Confermata l’origine genetica della dislessia
La dislessia ha origine genetica. L'ipotesi è confermata da una serie di studi, che rilevano nei gemelli omozigoti un tasso di concordanza del 65 per cento, una percentuale che scende al 35 nel caso di gemelli eterozigoti, confermando quindi una familiarità del 35-40%.
Anche un gruppo di ricercatori dell’Istituto Scientifico “Eugenio Medea - La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini e della facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, guidati dalla Dr.ssa Cecilia ... (Continua)

22/06/2012 La sostanza agisce silenziando il gene responsabile della patologia
Nuovo farmaco rallenta l'Huntington
Sulla Corea di Huntington ci sono novità interessanti. Uno studio firmato da ricercatori dell'Università della California di San Diego ha messo in luce le proprietà di un farmaco sperimentale per il trattamento della malattia. La ricerca, pubblicata su Neuron, mostra risultati incoraggianti nel rallentamento dell'evoluzione dell'Huntington, almeno su modello murino.
Il farmaco agisce sul gene mutato che dà origine alla Corea, riuscendo a rallentare e in qualche caso a bloccare del tutto la ... (Continua)
12/06/2012 10:31:54 L'insonnia favorisce un cattivo rapporto con il cibo

Se dormi male, mangi male
Le notti insonni non causano soltanto stanchezza e frustrazione, ma anche l'adozione di comportamenti alimentari sbagliati. Lo dice una ricerca dell'Università della California con sede a Berkeley, i cui studiosi hanno valutato l'attività cerebrale di un gruppo di volontari tramite risonanza magnetica, presentando i risultati nel corso del convegno Sleep 2012, l'incontro annuale delle Associated Professional Sleep Societies, che quest'anno ha fatto tappa a Boston.
La ricerca, coordinata da ... (Continua)

04/06/2012 17:05:30 I risultati dello studio internazionale IST 3
I benefici della terapia trombolitica in caso di ictus
L’ictus ischemico colpisce ogni anno in Italia da 150000 a 200000 persone. La prognosi dell’ictus ischemico è migliorata negli ultimi anni grazie ai progressi dell’assistenza, ma tuttora un terzo dei pazienti non sopravvive per più di 6 mesi e un terzo rimane gravemente disabile.
Fino ad oggi, la terapia con il farmaco r-tPA - che ha la capacità di sciogliere i coaguli di sangue presenti nelle arterie cerebrali al momento dell’ictus, e quindi di diminuire o evitare il danno neurologico ... (Continua)
01/06/2012 14:33:21 Sperimentazione animale dimostra l'efficacia di un nuovo approccio

Camminare di nuovo dopo la paralisi
Finora funziona solo sui topi, ma un giorno anche l'uomo potrebbe beneficiarne. Parliamo di un nuovo approccio terapeutico per il recupero dopo una lesione spinale messo a punto presso lo Swiss Federal Institute of Technology di Losanna da un team diretto dal ricercatore Grégoire Courtine.
Sulle pagine di Science, il dott. Courtine spiega: “l’obiettivo della nostra ricerca era ripristinare il movimento volontario dopo una seria lesione a carico del midollo spinale. Nello studio siamo stati ... (Continua)

09/05/2012 17:49:48 Tiroide in gravidanza è necessario controllarla

Tiroide in gravidanza è necessario controllarla
Tenere sotto controllo la tiroide in gravidanza è di estrema importanza non solo per le mamme ma anche per il nascituro, lo affermano noti esperti di endocrinologia, riunitosi al Congresso europeo ancora in corso a Firenze. Il prof Alfredo Pontecorvi della Società Italiana di Endocrinologia, nonché Ordinario di Endocrinologia e Primario della Divisione di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso il policlinico Gemelli di Roma così racconta:
“Recenti esperimenti condotti dal nostro ... (Continua)

07/05/2012 23:09:28 La fiacca deriva da messaggi neuronali ipocretinergici

C’è una ragione neuroendocrina nell’astenia influenzale
Finalmente è più chiara la ragione della spossatezza che coglie l’individuo quando è influenzato e il desiderio di inattività che l’accompagna.
Lo hanno scoperto con le tecniche di neuro-imaging i ricercatori della Oregon University di Portland in uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience. Hanno evidenziato come i veri responsabili di questo stato di abulia e apatia totali non sono la febbre o il virus, quanto piuttosto segnali specifici che il cervello manda al corpo attraverso ... (Continua)

03/05/2012 20:32:39 Grazie alla circolazione extracorporea l’intervento è riuscito

Aneurisma congenito operato a Siena

Si è trattato di un aneurisma congenito secondario ad un’ischemia cerebrale l’intervento chirurgico effettuato su un bambino di 7 anni che presentava una malattia dei vasi cerebrali, è stato asportato in una seduta chirurgica durata dodici ore con circa 20 operatori sanitari riuniti in una equipe pluridisciplinare grazie alla quale si presenta una speranza di vita per il bambino che sembrava non avere scampo vista l’alto rischio di rottura dell’aneurisma stesso.
«Il bambino - ha ... (Continua)

26/04/2012 Descritta la patogenesi delle gravi malattie neurodegenerative
Malattie da prioni: un problema di traffico
Scoperto per la prima volta il meccanismo tossico dei prioni, versioni anomale della proteina prionica cellulare, ancora piuttosto misteriose per gli scienziati di tutto il mondo: a descriverlo sulle pagine di Neuron* è Roberto Chiesa, ricercatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e dell’Istituto Telethon Dulbecco**. Proprio al premio Nobel Renato Dulbecco recentemente scomparso è dedicato questo lavoro di Roberto Chiesa, che si è avvalso anche della collaborazione ... (Continua)
25/04/2012 La sostanza produce una riduzione del volume di certe aree

La cocaina fa invecchiare il cervello
Chi fa uso di cocaina è a maggior rischio d’invecchiamento cerebrale rispetto a chi non la utilizza.
Giunge dall’Università di Cambridge questa affermazione in cui si conferma che un utilizzo cronico della sostanza produca un più veloce decadimento delle funzioni cerebrali.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Molecular Psychiatry e descrivono le evidenze riguardo 120 soggetti di pari età, di sesso omologo e con un Qi verbale identico.
Circa il 50% della ... (Continua)

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