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ARTICOLI TROVATI : 299

Risultati da 1 a 10 DI 299

21/06/2016 11:43:00 Ricercatori svela nuove funzioni dell'area cerebrale

Il lato cognitivo della corteccia motoria
L’area cerebrale che si attiva quando compiamo un movimento si attiva anche quando eseguiamo compiti cognitivi, come ricordare una sequenza di numeri o parole, ascoltare una melodia, immaginare come possa apparire un oggetto da un altro punto di vista o addirittura provare empatia quando vediamo un'altra persona soffrire.
Lo dice un gruppo di ricerca dell’IRCCS Medea – La Nostra Famiglia di San Vito al Tagliamento, che ha esaminato i dati in letteratura su studi di neuroimaging, cioè quei ... (Continua)

06/06/2016 12:43:00 Gli alimenti alleati del nostro cervello

I 7 cibi che aiutano la memoria
Ogni tanto perdete colpi e faticate a ricordare le cose? Niente paura, ci sono degli alimenti che possono aiutarvi a coltivare la vostra memoria. A elencarne i pregi è Elisabetta Menna, ricercatrice dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano e dell'Istituto di Neuroscienze del Cnr.
«Uova, germe di grano, arachidi, merluzzo, semi di girasole, caffè e cioccolato fondente - spiega Menna - sono alcuni dei cibi più amici del cervello e della memoria perché ricchi di colina, un coenzima ... (Continua)

26/05/2016 15:20:00 Studio rivela che buona parte dei pazienti risponde alle emozioni

Autismo, il contagio emotivo è un precursore di sviluppo
«Nei bambini autistici il deficit primario si colloca nell’area affettiva prima che in quella cognitiva e una conferma si ritrova nella difficoltà a rintracciare in loro una risposta di tipo empatico. È possibile, invece, indagare la presenza di contagio emotivo, che non solo è contiguo alla capacità di sintonizzazione affettiva, ma è anche un valido precursore dello sviluppo dell’empatia».
Ne è convinta l’équipe di psicoterapeuti dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia di Roma ... (Continua)

18/05/2016 11:11:00 Intervento guidato di auto-aiuto più efficace dell'aumento di attenzione clinica

Quando Internet cura la depressione
I pazienti che mostrano gravi sintomi depressivi beneficiano di interventi guidati di auto-aiuto basati sul web. Tali interventi sembrano ridurre l'incidenza del disturbo depressivo maggiore nell'arco di 12 mesi rispetto al semplice aumento dell'attenzione clinica.
A sostenerlo è uno studio pubblicato su Jama da un team dell'Università Leuphana di Lueneburg, in Germania. A dirigere la ricerca è stata la dott.ssa Claudia Buntrock, che spiega: «La depressione maggiore tende a persistere tutta ... (Continua)

09/05/2016 12:39:51 Fondamentali gli esercizi della terapia cognitivo-comportamentale

Come ridurre i disturbi cognitivi legati alla chemioterapia
Quando si assumono farmaci chemioterapici si rischia, fra le altre cose, l'insorgenza di lievi disturbi cognitivi. Per ridurre il rischio uno studio, pubblicato su Cancer, propone l'utilizzo della terapia cognitivo-comportamentale.
Gli esercizi legati a questo tipo di terapia riescono a diminuire i problemi di memoria a lungo termine lamentati spesso dai pazienti, anche se ciò avviene in videoconferenza.
Questi piccoli disturbi vengono definiti «chemo brain», ovvero «cervello da chemio», ... (Continua)

04/05/2016 09:20:00 Messo a punto un modello animale per studiare la malattia

Cos'è l'insonnia fatale familiare
Non si dorme più fino a morirne. È l’insonnia fatale familiare (Iff) una rara patologia da prioni, di origine genetica, che colpisce il cervello e per cui non esiste cura.
È il probabile destino di due fratelli australiani, Lachlan e Hayley Webb, portatori sani (al momento) della Iff. A causa della malattia hanno dovuto dire addio alla nonna, alla mamma e a due zii.
«Mia nonna iniziò a spegnersi dopo la comparsa della malattia - ricorda Hayley -. La sua vista se ne andò, mostrava segni ... (Continua)

19/04/2016 09:23:03 A una certa età la perdita di peso è correlata con la malattia

Se dimagrisci troppo rischi l'Alzheimer
C'è un'età in cui sarebbe meglio non dimagrire troppo. In età avanzata, infatti, la perdita eccessiva di peso può creare i presupposti per l'insorgenza della malattia di Alzheimer, soprattutto se già si soffre di qualche disturbo di memoria. Mantenere il proprio peso, anche se significa avere qualche chilo in più del dovuto, si rivela una condizione protettiva.
A sostenerlo è una ricerca condotta dal Karolinska Institutet di Stoccolma e firmata dalla ricercatrice italiana Barbara Caracciolo. ... (Continua)

15/04/2016 12:39:00 La chiave è nell'azione del peptide orexina-A

I meccanismi cerebrali che causano l'obesità
L'idea che l’appetito vien mangiando e chi dorme non piglia peso non è più solo un luogo comune. Il nostro cervello mette in atto una precisa strategia, affinchè questo accada, mediante un meccanismo che è stato ora svelato da una ricerca scientifica tutta italiana targata Consiglio nazionale delle ricerche.
Lo studio guidato da Luigia Cristino, ricercatrice dell’Istituto di chimica biomolecolare del Cnr di Pozzuoli, in collaborazione con Ceinge, Istituto di biochimica delle proteine del ... (Continua)

12/04/2016 11:42:00 Lo stimolo intellettuale aiuta a preservare le funzionalità cerebrali

La demenza si combatte sposando donne intelligenti
Non abbiate paura delle donne intelligenti. Lo dicono gli esperti che si occupano di salute mentale, ricordando che il miglior modo per evitare l'insorgenza di malattie neurodegenerative come l'Alzheimer è vivere accanto a una donna stimolante dal punto di vista intellettuale.
Lawrence Whalley, docente presso il College of Medicine and Life Sciences dell'Università di Aberdeen, in Scozia, conferma: «Una cosa che non viene mai detta a un ragazzo che vuole vivere a lungo è sposare una donna ... (Continua)

12/04/2016 11:10:00 Effetti sul cervello simili a quelli dati dall'ubriachezza

L'insonnia è come l'alcool
L'insonnia ha l'effetto dell'alcol sul cervello. A dirlo sono gli esperti della University of Oxford e della Royal Society for Public Health. Secondo gli scienziati inglesi, dopo 17 ore di veglia il calo dell'attenzione è paragonabile a quello che si registra a causa di un tasso alcolemico nel sangue dello 0,05 per cento. Se le ore di veglia forzata diventano 24, invece, l'effetto è uguale a un tasso alcolemico dello 0,1 per cento, una quantità superiore al limite previsto per poter ... (Continua)

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