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ARTICOLI TROVATI : 574

Risultati da 111 a 120 DI 574

25/11/2014 14:41:34 Componente genetica nell'orientamento sessuale degli individui

Omosessualità e Dna, cosa c'è di vero
Amare persone del proprio sesso è una scelta costruita sulla base delle proprie esperienze o si tratta di un orientamento sessuale dettato semplicemente da una predisposizione genetica? È l'atavico dilemma cui tenta di rispondere un nuovo studio pubblicato su Psychological Medicine da un team di lavoro della North Shore University di Chicago.
La ricerca, coordinata dal dott. Alan Sanders, direttore del centro di genetica psichiatrica dell'Università di Evanson, nell'Illinois, riconosce la ... (Continua)

20/11/2014 17:42:24 Possibili nuovi approcci terapeutici innovativi

Ipertensione legata al sistema immunitario
Un nuovo meccanismo molecolare coinvolto nell’ipertensione arteriosa è stato scoperto dai ricercatori del Dipartimento di Angiocardioneurologia dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS).
Pubblicato sul prestigioso giornale scientifico “Immunity”, appartenente al gruppo Cell press, lo studio ha puntato la sua attenzione su una proteina, il Fattore di crescita placentare (PlGF, nella denominazione inglese) che, secondo i risultati della ricerca, potrebbe diventare un nuovo bersaglio per ... (Continua)

19/11/2014 17:10:51 Si può agire sui microRna dopo un infarto

La via genetica per riparare il cuore
Un cuore colpito da infarto può essere riparato attraverso una manipolazione di tipo genetico. Un gruppo di ricercatori del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (Icgeb) di Trieste e del Salk Institute for Biological Studies di San Diego ha pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell i risultati di una sperimentazione basata su questo approccio.
La tecnica prevede la rigenerazione delle cellule cardiache bloccando l'azione di alcuni microRna, brevi frammenti di Rna che ... (Continua)

14/11/2014 11:04:29 Mutazione presente in un soggetto su 650

Difetto genetico dimezza il rischio di infarto
Non tutti i difetti genetici sono negativi. Lo dimostra uno studio americano che ha individuato un'alterazione in grado di dimezzare il rischio di infarto in chi ne è portatore.
La modificazione genetica scoperta da un gruppo di scienziati della Washington University School of Medicine a St. Louis, del Broad Institute presso il prestigioso Massachusetts Institute of Technology e della Harvard University di Boston, riguarda però solo un individuo su 650.
Il gene coinvolto si chiama NPC1L1 ... (Continua)

11/11/2014 15:50:00 Condizione pericolosa anche se le placche non ostacolano il flusso sanguigno
Infarto più probabile con coronaropatia non ostruttiva
Avere una coronaropatia non ostruttiva è condizione sufficiente per veder aumentare il rischio di infarto. Lo dice uno studio pubblicato su Jama da un team del Veterans Administration Eastern Colorado Health Care System di Denver guidato da Thomas Maddox.
Stando ai dati, i pazienti con una diagnosi di malattia coronarica non ostruttiva mostrano un rischio significativamente più alto di infarto miocardico rispetto alla media.
Il dott. Maddox spiega: “nella coronaropatia non ostruttiva la ... (Continua)
05/11/2014 10:54:00 Danni alla valvola aortica da concentrazioni troppo elevate
Il colesterolo causa la stenosi aortica
Una predisposizione genetica all'ipercolesterolemia favorisce le calcificazioni aortiche con stenosi valvolare. Lo afferma uno studio pubblicato su Jama da un team di ricercatori della Lund University diretto dal dott. Gustav Smith, che spiega: “si tratta di risultati che supportano un'associazione causale tra Ldl-C e malattia della valvola aortica. Elevati livelli plasmatici di Ldl-C sono stati associati alla stenosi aortica in trial osservazionali, ma gli studi clinici randomizzati sulla ... (Continua)
24/10/2014 17:45:00 Tante ricerche confermano il nesso

Inquinamento e problemi al cuore
L'ennesima conferma degli effetti negativi dell'inquinamento sul cuore arriva da due studi, uno giapponese, l'altro americano. Gli studi sono apparsi sul Journal of Occupational and Environmental Medicine e su Circulation.
Lo studio dell'Università di Okayama coordinato dal dott. Takashi Yorifuji ha analizzato il rapporto fra inquinamento e tassi di arresto cardiaco su 559 residenti della città sede dell'ateneo giapponese fra il 2005 e il 2010.
Dai dati emerge che la frequenza di ... (Continua)

22/10/2014 12:40:00 Fattori salutari fondamentali per abbattere il rischio
Uno stile di vita sano riduce il rischio di ictus
Condurre uno stile di vita il più sano possibile ha l'effetto di ridurre il rischio di ictus ischemico nelle donne. È la conclusione di una ricerca pubblicata sulla rivista Neurology da un team del Karolinska Institutet di Stoccolma.
La coordinatrice Susanna Larsson spiega: “l’ictus è una causa maggiore di disabilità e mortalità e poiché le conseguenze dell’ictus sono generalmente devastanti e irreversibili, la prevenzione primaria è di grande importanza. L’ipertensione è un fattore di ... (Continua)
20/10/2014 16:25:00 Effetti positivi sulla cardiomiopatia diabetica

Il Viagra amico del cuore
Oltre a renderci felici a letto, previene anche infarti e ictus. È l'azione del Viagra, almeno secondo i risultati di uno studio dell'Università La Sapienza di Roma pubblicato su BMC Medicine.
Secondo quanto emerso dall'analisi coordinata dal dott. Andrea Isidori, il Viagra ha come effetto il miglioramento significativo della funzionalità cardiaca degli uomini. Inoltre, il farmaco ha bloccato il processo di ingrossamento del tessuto cardiaco tipico dell'ipertrofia ventricolare sinistra, una ... (Continua)

20/10/2014 15:04:00 CD31 ha l'effetto di inibire la rottura delle placche aterosclerotiche

Scoperta una molecola che blocca l'infarto
Un team di ricercatori italiani dell'Università Cattolica di Roma ha scoperto l'esistenza di un freno molecolare che può impedire l'infarto. Si tratta di un meccanismo – denominato CD31 – che riesce a rendere inoffensive le cellule immunitarie che favoriscono la rottura della placca aterosclerotica e di conseguenza la formazione di un coagulo che causa l'infarto.
Lo studio, pubblicato su Basic Research in Cardiology, può costituire una svolta nei trattamenti volti a prevenire e ridurre le ... (Continua)

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