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ARTICOLI TROVATI : 574

Risultati da 191 a 200 DI 574

16/09/2013 14:29:29 La copeptina si rivela efficace per ridurre il rischio
Nuovo marker per escludere l'infarto
La copeptina potrebbe essere presto adottato come nuovo marcatore per escludere la possibilità di un infarto del miocardio. Ad annunciarlo è uno studio presentato durante il congresso europeo di cardiologia ESC 2013 che si è tenuto ad Amsterdam.
Obiettivo dello studio multicentrico, randomizzato, controllato, condotto su 902 pazienti è stato di verificare l’utilizzo di un nuovo marcatore, copeptina, nel processo di gestione dei pazienti con sospetta sindrome cardiaca acuta.
Questo lavoro ... (Continua)
11/09/2013 Dopo l’infarto una molecola potrebbe stimolare la riparazione
Il cuore che si ripara da solo
L’infarto non è la fine. Dopo una crisi cardiaca, infatti, una molecola può stimolare le cellule a rigenerare nuovo tessuto cardiaco. È quanto risulta da una ricerca pubblicata su Nature Biotechnology da un team dell’Istituto Karolinska di Stoccolma diretto da Kenneth Chien.
Secondo la sperimentazione basterebbe una sola iniezione della molecola per garantire la giusta quantità del fattore di crescita dell’endotelio vascolare, Vegf-a. Fatto questo, il processo riparativo si mette in moto e ... (Continua)
10/09/2013 Ma in gioco ci sono anche altri fattori

Una proteina causa l'infarto al mattino
Da una ricerca americana arriva una possibile spiegazione agli infarti mattutini. Un team della University of Cleveland ha trovato infatti un legame di tipo molecolare fra il ritmo circadiano del corpo e l'arresto cardiaco.
Lo studio, presentato durante un congresso dell'American Chemical Society, rappresenta il primo tentativo di mettere in luce quei meccanismi che si innescano nelle persone che muoiono a causa di un infarto appena svegli.
Secondo gli scienziati americani, a recitare un ... (Continua)

09/09/2013 La compliance aumenta grazie all'uso di un solo farmaco

I vantaggi di una polipillola
Tenere sotto controllo pressione, piastrine e colesterolo con un solo farmaco è possibile e anzi auspicabile. L'adozione di una polipillola aumenta infatti la compliance del paziente, ovvero l'aderenza alla terapia prescelta dal medico curante, diminuendo così i fattori di rischio cardiovascolare.
“È raro che pazienti con patologia conclamata usino a lungo termine la terapia preventiva per le malattie cardiovascolari”, spiega Simon Thom, professore di medicina e farmacologia all'Imperial ... (Continua)

06/09/2013 Un regime alimentare ricco di vegetali aiuta il nostro apparato cardiaco
Una dieta per il cuore
Stare attenti a tavola è determinante per le sorti del nostro cuore. A dirlo è una ricerca condotta dalla Harvard School of Public Health e pubblicata su Jama Internal Medicine. Un cambiamento radicale delle proprie abitudini può ridurre di un terzo il rischio di morire per ogni causa e del 40 per cento per problemi cardiovascolari.
Lo studio ha coinvolto circa 4mila persone colpite da infarto. I soggetti sono stati divisi in gruppi in base al punteggio assegnato per le scelte alimentari ... (Continua)
08/08/2013 16:01:39 Adozione dei due parametri per ridurre il rischio di ictus e attacchi cardiaci

Controllo di pressione e colesterolo allontana l'infarto
I fattori di rischio cardiovascolari più noti sono senz'altro l'ipertensione e i livelli di colesterolo. Un controllo simultaneo e costante dei due parametri permette di ridurre al minimo il rischio di infarto o di ictus.
Lo dice uno studio dell'Università di Charleston, in South Carolina, che ha esaminato circa 17mila soggetti che hanno risposto ai questionari posti dal National Health and Nutrition Examination fra il 1988 e il 2010.
Lo studio, pubblicato su Circulation, ha preso in ... (Continua)

08/08/2013 Non è necessario rinunciare al sesso dopo aver subito una crisi cardiaca

Il piacere dopo l'infarto
Le donne che hanno subito un infarto si riapprocciano al sesso con un certo timore. Con una maggiore informazione, tuttavia, le cose potrebbero andare meglio, secondo quanto dice uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association.
Emily Abramsohn, autrice dello studio e ricercatrice presso l'Università di Chicago, spiega: “chi sopravvive a un infarto del miocardio vede la sessualità come un aspetto importante della salute e della qualità della vita”. I ricercatori hanno ... (Continua)

07/08/2013 14:46:44 Dolori e difficoltà dopo un intervento di laparoscopia
Come curare la sindrome aderenziale
La sindrome aderenziale è una patologia post-chirurgica, causata dalla presenza di connessioni cicatriziali stabili all’interno della cavità addominale, che compromettono la fisiologica attività dell’apparato gastrointestinale. Si caratterizza per la triade: 1) cicatrice chirurgica, 2) dolore addominale, 3) alterazione del transito intestinale.
Le aderenze addominali possono essere viscero-viscerali (tra due o più visceri) e viscero-parietali (tra visceri e parete addominale).
La ... (Continua)
31/07/2013 10:30:07 Vasto studio conferma l’associazione fra le due patologie

I calcoli renali aumentano il rischio d’infarto
I calcoli renali sembrano aumentare il rischio di malattia coronarica e quindi di infarto. A dimostrarlo uno studio pubblicato nei giorni scorsi su Lancet, che ha coinvolto per vent’anni più di 242 mila persone sane, uomini e donne, tra i 25 e i 75. Quasi 20 mila hanno sviluppato nel corso degli anni calcoli renali e quasi 17 mila di loro sono andati incontro ad un infarto del miocardio, dimostrando quindi che il rischio di infarto in chi ha calcoli al rene aumenta di più del 50%, soprattutto ... (Continua)

22/07/2013 Un riposo adeguato allontana il rischio della malattia

Dormire bene per evitare il diabete
Dormire in maniera corretta consente di allontanare il rischio di diabete e malattie cardiovascolari. A dirlo è una ricerca dell'Università di Sindney condotta dall'équipe di Peter Liu, che ne ha presentato i dettagli nel corso dell'incontro annuale dell'Endocrine Society che si è tenuto a San Francisco.
Lo studio è stato effettuato su un campione di 19 pazienti diabetici con un'età media di 28,6 anni che, secondo quanto da loro stessi riferito, avevano avuto problemi di sonno per una media ... (Continua)

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