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ARTICOLI TROVATI : 574

Risultati da 51 a 60 DI 574

20/10/2015 17:01:04 Sintetizzato dai ricercatori dell'Istituto Mario Negri

Un nuovo farmaco contro i danni da ictus
Un nuovo farmaco sintetizzato da ricercatori italiani sembra in grado di ridurre del 50 per cento i danni neuronali connessi con l'insorgenza di un ictus. A rivelarlo sono i risultati di uno studio apparso su Cell Death and Disease e firmato dagli scienziati dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano in collaborazione con il Nico Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi dell'Università di Torino.
Il medicinale, che per ora è stato testato su modello animale in ... (Continua)

15/10/2015 17:37:55 Se non trattato adeguatamente può degenerare

Quando il dolore postoperatorio diventa cronico
Il dolore postoperatorio è da mettere in conto dopo un intervento chirurgico, ma va tenuto sotto controllo affinché non sfoci in dolore cronico. Può infatti avere numerosi effetti negativi: dalle conseguenze psicologiche all’aumento delle secrezioni gastrointestinali, dalla ritenzione urinaria alle complicanze polmonari.
Ne abbiamo parlato in questa lunga intervista con Antonio Corcione, neo presidente SIAARTI e direttore Anestesia e Rianimazione all’ospedale Monaldi di Napoli
Professore ... (Continua)

15/10/2015 15:44:00 La sopravvivenza aumenta ma è ancora troppo bassa
Sepsi, un gigante ancora troppo nascosto
La sepsi è una delle condizioni più pericolose, ma al tempo stesso fra le meno conosciute. Anche se negli ultimi anni è cresciuto il tasso di sopravvivenza, la mortalità di un paziente con shock settico è ancora intorno al 40%, percentuale tra le più elevate tra le malattie acute.
Una tempestiva diagnosi rimane la chiave per il successo. È quanto emerge dall’intervista rilasciata da Massimo Girardis, docente presso l'Università di Modena e coordinatore del gruppo di studio infezioni e sepsi ... (Continua)
09/10/2015 09:59:00 Favorisce le dimissioni della maggior parte dei pazienti con dolore toracico
Infarto, il test per la Troponina I
Il test per la Troponina I ad elevata sensibilità consente ai medici una più classificazione degli infarti. Inoltre, permette dimissioni tempestive di circa due terzi dei pazienti che si presentano in pronto soccorso con dolore al torace.
Su The Lancet sono apparsi i risultati relativi al test ARCHITECT STAT di Abbott per la Troponina I ad elevata sensibilità (hsTnl), i quali dimostrano l'efficacia della soluzione.
I pazienti potrebbero, quindi, evitare attese prolungate, ulteriori ... (Continua)
06/10/2015 12:33:00 I risultati degli studi clinici
L'efficacia di rivaroxaban per la prevenzione dell'ictus
Rivaroxaban si rivela efficace nella prevenzione dell'ictus in pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare. A confermarlo sono i risultati di Xantas, uno studio internazionale osservazionale nel quale sono stati reclutati quasi 7mila pazienti in diversi centri europei, canadesi e israeliani.
John Camm, l'autore dello studio che lavora presso la St George's University, spiega: “si tratta di pazienti con un punteggio Chads2di 2, indicativo di un rischio di ictus più modesto di ... (Continua)
06/10/2015 10:33:00 Efficace nel caso in cui le statine non funzionino
Alirocumab riduce il colesterolo cattivo
È stato approvato dalla Fda americana un nuovo farmaco per il colesterolo resistente. Si tratta di Alirocumab, la cui procedura di autorizzazione è andata a buon fine anche in Europa grazie al lavoro dell’Ema, l’Agenzia europea per i farmaci.
Alberto Catapano, docente di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Milano, commenta: “il parere positivo del Chmp per questo farmaco dal meccanismo d'azione innovativo è un importante passo avanti per mettere a disposizione dei pazienti ad ... (Continua)
30/09/2015 11:29:00 Effetto positivo associato al suo consumo

La birra difende il cuore delle donne
Una donna che beve birra gode di un effetto preventivo sul rischio cardiovascolare. Lo dice una ricerca dell'Università di Gothenburg pubblicata sullo Scandinavian Journal of Primary Health Care.
Lo studio, realizzato su un campione di 1.500 donne, ha evidenziato una riduzione del rischio di infarto pari al 30 per cento con il consumo settimanale di una o due birre.
La ricerca è in realtà tuttora in corso perché è stata programmata per coprire un arco temporale molto lungo, 50 anni. I ... (Continua)

30/09/2015 11:16:00 Simile all'infarto il tasso di mortalità
Occhio alla sindrome da crepacuore
Non c'è niente di benigno nella sindrome da crepacuore o di takotsubo. Lo ha scoperto un gruppo di ricerca internazionale a cui ha partecipato anche un team dell'Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico A. Gemelli di Roma.
La cardiomiopatia da stress – questo il suo nome tecnico - può arrivare a tassi di mortalità simili a quelli dei pazienti ricoverati in ospedale per infarto (5%).
La scoperta è frutto di uno studio senza precedenti appena pubblicato sul prestigioso “New ... (Continua)
21/09/2015 15:31:00 Il rischio cardiovascolare non aumenta

Sesso dopo un infarto, si può fare
Un infarto non deve significare la fine della propria vita sessuale. I ricercatori della Ulm University, in Germania, ne sono convinti, tanto che hanno pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology i dettagli di uno studio sull'argomento.
I medici tedeschi hanno seguito oltre 500 sopravvissuti a un attacco di cuore, prendendo in considerazione i dati riguardanti la frequenza dei rapporti sessuali e quelli di eventuali altri problemi cardiaci. Si sono concentrati in particolare ... (Continua)

21/09/2015 10:20:52 L'antidiabetico riduce i rischi legati alle malattie cardiache
Empagliflozin utile anche per il rischio cardiovascolare
Il suo effetto benefico non si limita al contrasto del diabete. Il farmaco Empagliflozin riduce in maniera significativa anche il rischio cardiovascolare.
Se aggiunto alla terapia standard, in pazienti con diabete di tipo 2 ad alto rischio di eventi cardiovascolari, Empagliflozin riduce il rischio per l’endpoint combinato di mortalità cardiovascolare (CV), infarto del miocardio non-fatale o ictus non-fatale del 14%.
La riduzione della mortalità cardiovascolare è stata del 38%, senza ... (Continua)

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